Ossequi giallissimi a tutti voi, cari samuelpiensi. Ebbene, adesso vi chiederete sicuramente il perché di questo saluto così particolare. Vi spiego il motivo: il tema di oggi riguarda una serie che ormai tutti noi conosciamo e che per me è una sorta di religione. Il programma in questione s’intitola I Simpson ed è nato dalla fantasia di Matt Groening, celeberrimo produttore statunitense.
DENTRO IL MONDO DEI MI-TI-CI SIMPSON
Nella piccola cittadella di Springfield vivono i Simpson, una famiglia disfunzionale che incorpora lo stile di vita yankee, tra scene che rasentano il demenziale e una pungente ironia. L’apparentemente tonto patriarca Homer e la premurosa moglie Marge hanno tre figli: Bart, Lisa e Maggie.
Il primogenito Bart è descritto, permettetemela questa, come un bagarospo che padroneggia la (mica tanto, eh!) nobile arte di combinare guai, cosa che non lo aiuta molto a scuola. Fosse per lui, spenderebbe intere giornate ad ammirare la feroce battaglia televisiva che da anni asfissia i poveri Grattachecca e Fichetto, i quali, per “ordine” dello strambo Krusty il Clown, si trovano costretti a darsene di santa ragione. Ha una mezza rivalità con la sorella Lisa, a cui, però, vuole un cuore di bene.
Lisa, la saputella piena di sé della famiglia, teme costantemente di fare la fine di Marge. Ama la scuola e suonare il sassofono. Ah, magari potesse suonare al Tomorrowland davanti a milioni di persone da tutto il mondo! Il suo sogno, che fortunatamente possiamo “vivere” in prima persona grazie agli episodi dedicati al futuro della famiglia gialla, è diventare presidente degli Stati Uniti.
La bebè Maggie passa quasi del tutto inosservata agli occhi di Homer e il fatto che non parli quasi mai durante la serie la rende come trasparente. Ciononostante possiede un’intelligenza sopraffina invidiata pure da Lisa. Un’aspirazione che la “strozza” sin da pargoletta è trasformarsi in una rockettara di successo mondiale.
Nonostante le difficoltà, i Simpson sono una famiglia tutto sommato per bene, diversamente dalle altre che sono venute poi. Ed ora… una poesia chiamata Nel sogno Simpson.
Nel sogno dei Simpson,
tu ti baloccherai, risate vomiterai,
in estasi piomberai.
I Simpson, ed ovviamente anche io, vi auguriamo una splendida giornata… alla Samuelpiense!

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