Casalzuigno | 1 Novembre 2023

Gubbio o non Gubbio, si nuota lo stesso: l’incontro con “Tete” Martinenghi

Torna la rubrica "L'Angolo di Samu", nella quale Samuele racconta la sua esperienza natatoria avuta nel mese di settembre. «Sono sceso in vasca con Niccolò»

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Ossequi a tutti, cari Samuelpiensi. La portata principale di oggi sarà alquanto particolare, perché vi narrerò ciò che io ho avuto l’onore di sperimentare in prima persona, dopo essermi goduto le vacanze a Lignano Sabbiadoro. Esatto, vi parlerò di un camp di nuoto che ho frequentato.

Era il 3 settembre, io sono diretto verso Gubbio, dove si sarebbe consumato un camp di nuoto di tre settimane organizzato dalla Training Value Network (TVN) e che avrebbe avuto come punti forti due eccelsi nuotatori, campioni mondiali targati FIN. Ero talmente estasiato dell’esperienza che mi sono preso la libertà di postare delle storie su Instagram riguardanti la mia esperienza Arrivato a destinazione, mi sono imbattuto in una piccola casetta nei pressi dei colli eugubini, subito mi sono sentito a mio agio e mi sono fatto un bagno nella piscina.

Il giorno dopo ho cominciato a prepararmi psicologicamente ad una settimana di duri allenamenti in compagnia di nuotatori normo che fino a poco tempo prima per me erano “alieni”. Avranno su per giù 18 o meno anni. L’unico ventunenne che si è intrufolato per miracolo a questo camp che accettava solo ragazzi dai 10 ai 18 anni ero io, ma l’organizzatore dell’iniziativa, un certo signore, tecnico della nazionale FIN, mi ha accettato senza pensarci due volte.

E tra allenamenti estenuanti e gite mozzafiato in territorio eugubino, ecco che, d’improvviso, ho incontrato il grande ranista di Azzate Nicolò Martinenghi, per gli amici semplicemente Tete. Per la prima volta nella mia vita ho avuto l’occasione più che ghiotta di conoscere per davvero uno dei miei miti di nuoto e ho scoperto che, sotto sotto, è un ragazzo molto amichevole e disponibile.

Gli ho chieste alcune coe, prima fra tutte la possibilità di gareggiare con lui, desiderio che, fortunatamente, si è avverato. Mi ha autografato la maglietta e io, per ricambiare, ho deciso di autografargli la felpa, essendo anch’io, modestamente parlando, un campione di nuoto: ho stabilito un record italiano individuale FISDIR nei 50 farfalla (33 e qualcosa).

Tete non è stata, tuttavia, l’unica attrazione dell’evento, perché ho divorato la crescia eugubina, un vago incrocio tra una piadina e un panino, e ho viaggiato in treno a scoprire le bellezze della città.

Alla fine del viaggio, avvenuta il 9 settembre, sono tornato nella mia Varese, dove mi aspettava un lavoro part-time come pulitore di computer a Inarzo. Va bene, vi saluto. Ciao alla Samuelpiense!

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