Ossequi a tutti, cari Samuelpiensi. Siete appassionati di film e videogiochi nipponici? Vi piace Super Mario? Beh, ritenetevi fortunati, perché da pochi giorni è finalmente uscito “Super Mario Bros.: il Film“, un lungometraggio creato in collaborazione tra la Nintendo e la Illumination, casa cinematografica già famosa per il successo planetario che fu Cattivissimo Me, la saga dei giallissimi Minion e di Gru. La notizia dell’uscita del film non ha fatto che accrescere in me il desiderio di andare a vederlo, essendo un fan assiduo delle rocambolesche avventure dell’idraulico baffuto.
Lo scorso 23 aprile mia sorella e mio cognato che mi hanno portato al Multisala Electric, cinema del Centro Commerciale Campo dei Fiori di Gavirate, proprio per vedere il lungometraggio.
Ai miei occhi sono apparsi i due fratelli Mario che, dopo una breve parentesi come idraulici a Brooklyn, si sono ritrovati catapultati nell’idilliaco Regno dei Funghi. Mario è atterrato in una sorta di foresta fungina, ove si è imbattuto in un simpaticissimo Toad che lo avrebbe accompagnato al castello della principessa Peach. Luigi, al contrario, era nel Regno dei Koopa, dove è stato prima perseguitato dai Tartossi e poi rapito dai Tipi Timidi che lo hanno consegnato a Bowser, la dispotica tartaruga sputafuoco che cerca da anni di contendersi la biondissima principessa che, grazie al cielo, non lo ricambia, e a Kamek.
Mario e Toad sono arrivati al castello di Peach, non senza che le guardie opponessero resistenza. Fortunatamente l’uomo fungo ha trovato un diversivo e l’italo-americano ha incontrato la donna dei suoi sogni, che, spavaldamente, gli ha insegnato ad affrontare i perigli del reame in cui lei stessa è cresciuta. Il protagonista, pur odiando a morte i funghi, imita l’amica che lo costringe ad ingurgitare il fungo rosso tutto d’un fiato per diventare più grande e forte e che lo “ammira” durante i suoi numerosi fallimenti nel raggiungere la bandiera di fine livello.
All’ultimo tentativo, Mario sfiora il suo obiettivo e Peach se ne meraviglia, tanto che lo invita a seguirla verso il regno dei Kong. All’ultimo momento si intromette Toad che, preso dal suo fare avventuriero, si accaparra un posto tra i due, con cui si dirigerà verso un disteso campo di fiori di fuoco.
Il Regno dei Kong, dopo un lungo viaggio, è stato finalmente raggiunto dal trio delle meraviglie. Nel palazzo reale, dialogano con Cranky Kong, uno scimpanzé molto diffidente che, dopo una trattativa sul rischio di invasione che corre il Regno dei Funghi, cede il suo formidabile esercito. A condizione, però, che Mario affronti l’amico-rivale Donkey Kong nell’apposita arena.
L’imponente gorilla, all’inizio, ha avuto un notevole vantaggio su Mario. Vantaggio che è stato, però, nella seconda parte del conflitto, stanato dall’intervento di Mario Gatto. La vittoria del protagonista apre le porte alla possibilità di fronteggiare l’incessante incursione perpetrata da Bowser e dai suoi fedelissimi Koopa, che hanno approfittato del momento di divertimento stile Mario Kart dei nostri eroi per distruggere l’arcobaleno sul quale la competizione si svolse.
Mario e Donkey Kong si sono salvati dall’annientamento, sì, ma sono sprofondati negli abissi, dove un’elefantiaca anguilla li ha inglobati in un boccone solo. Anche Peach e Toad sono riusciti a sopravvivere alla calamità, tornando disperati nella loro casa. Ma Bowser, dopo essersi improvvisato in una sorta di Mozart squamato con la sua Peaches ed essersi esercitato con il compare Kamek per le future nozze con la tanto agognata dama, è riuscito a raggiungere il Regno dei Funghi per realizzare il suo desiderio più grande. Desiderio più facile a dirsi che a farsi, per via del già menzionato grande no di Peach dinnanzi alla richiesta, che si tramuta poco dopo in una minaccia di distruggere il regno nemico. La principessa, seppur controvoglia e non avendo scelta, si offre.
Nel frattempo, i due contendenti, ancora nelle fauci del maestoso mostro marino, si lasciano andare ad un diverbio, giocano a fare lo scaricabarile, per scoprire, successivamente, che c’è ancora una speranza. Il kart è ancora bello e funzionante, tanto da permettere loro di arrivare al luogo delle nozze prima che la situazione degeneri, salvando gli abitanti di tutti i regni dall’annegamento nella lava. Le nozze della tartaruga si tramutano poco dopo in una vera e propria guerra, scaturita da un Pallottolone Bill diretto verso il castello della Principessa Peach. Mario, con indosso un costume da tanooki, lo devia. Ma non è certo finita qui, perché la munizione incomincia a perseguitare il povero idraulico, che, grazie alla furbizia degna di Odisseo, lo deporta in una dimensione ignota, condannandola all’autodistruzione. Tutti sono stato così trasportati con forza verso Brooklyn. La Super Stella, tanto bramata dal Re dei Koopa, è l’unica cosa che potrebbe mettere fine al grande conflitto che grava sulla città d’Oltreoceano.
Un arrabbiatissimo Bowser incolpa il suo nemico di lunga data per avergli rovinato il matrimonio con la principessa e la sua cieca vendetta lo porta quasi a sconfiggerlo, ad umiliarlo in pubblica piazza, davanti all’intero popolo di Brooklyn. La mascotte videoludica che quasi tutti amiamo si ritrova in una depressione tale da indurlo a nascondersi in un locale fatiscente. Ormai il mondo è lasciato a sé stesso, senza più un futuro dignitoso per le generazioni a venire. Ma poi, si trasmettono in televisione i Fratelli Mario. Mario ritorna così in carreggiata, più determinato di quanto non lo fosse prima, ma la sua determinazione non basta a placare la furia psicolabile di Bowser, che tenta di incendiarlo con il suo proverbiale alito di fuoco.
Luigi si avvale di un tombino per proteggere il fratello, apostrofandogli testuali parole: “Se stiamo insieme, nulla potrà dividerci!” I due si contendono la stella che li renderà invincibili e ne faranno buon uso: il potere sconfinato dell’oggetto li aiuterà a trionfare su Bowser, decretando la fine dell’incubo. La storia finisce con Bowser che canta il suo tormentone, per poi accorgersi di essere in gabbia, letteralmente, perché rimpicciolito da Peach tramite un Minifungo.
Ora posso aggiungere, in merito, la mia opinione circa il film. Animazione da favola contornata da una storia semplice, ma fedelissima alla saga di Super Mario. Io, personalmente, gli darei come vuoto un 10 bello sonante. Adesso credo che per il momento mi fermo qui, ma ci vediamo in un prossimo articolo… alla Samuelpiense!

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