Ossequi a tutti, cari i miei samuelpiensi. Ora che è tutto finito per me (finora), ho deciso di raccontarvi per filo e per segno tutto ciò che mi è capitato in questi ultimi giorni pieni di frenesia. Gli eventi che intendo mettere più in risalto sono i seguenti: il campionato italiano di nuoto agonistico targato FISDIR che si è tenuto a Chianciano Terme e l’esame di maturità.
Però, primamente, gradirei narrarvi il grande evento sportivo che ha caratterizzato questa mia annata. Il tutto è iniziato il 15 giugno. Mi stavo preparando a tre giorni di puro divertimento, con tutto l’ovvio necessario: vestiti, documenti, acqua. Poi, partii con mia mamma, dirigendomi a casa di un mio amico ed è da lì che il pulmino ci ha condotti, dopo ben 2 anni, a Chianciano Terme. Proprio come ai vecchi tempi, abbiamo soggiornato all’Hotel Montecarlo. A differenza di quanto accaduto in passato, non ho conseguito il 100 metri dorso, tanto meno la staffetta 4×50 stile libero.
In compenso, mi sono trasformato in un farfallista a tempo pieno, cimentandomi in tutte le distanze: 50, 100 e addirittura 200 metri! C’è stata un’altra rilevante novità per me, rappresentata dalla staffetta 4×100 mista mista.
Il primo giorno di questo campionato di nuoto mi ha visto protagonista nei 100 farfalla, in cui mi sono accaparrato un posto in finale. Stesso risultato con i 50 metri. Purtroppo, mi sono dovuto accontentare della medaglia di legno per due motivi. Il primo è che i miei avversari erano (ancora) fortissimi. Il secondo è che, di mattina, non è facile gestire le gare.
Nonostante ciò, mi sono divertito come non mai e, tra l’altro, sembravo molto meno ansioso che in passato. Ero, semmai, concentrato sui miei obiettivi. Però, si è scatenato un diluvio che ha fatto posticipare il mio tanto agognato 200 farfalla al terzultimo giorno di gare (ove mi sono riposato al pomeriggio dopo una mattinata alquanto frenetica).
E comunque, una medaglia individuale sono riuscito a portarmela a casa: un bronzo nei 200 farfalla, competizione che, peraltro, ho ancora da rivedere perché l’ho eseguita solo in due tappe: Monza e, per l’appunto, Chianciano Terme. La soddisfazione si è duplicata grazie alla staffetta 4×100 mista mista (io ero ancora il farfallista della situazione, il terzo frazionista per l’esattezza), che mi ha propinato una medaglia d’argento. Tornato a casa molto tardi e con l’aria di uno zombie per via delle difficoltà a dormire in pulmino, ho avuto come unico pensiero quello del letto.
Cambiando tema, ho intenzione di raccontarvi il 20esimo compleanno del CRS di Besozzo. Sono stato invitato a partecipare e mi sono reso conto degli enormi cambiamenti a cui l’edificio è stato sottoposto. Un’aria festosa mi ha accolto, con vecchie conoscenze e facce nuove. Mi sono divertito e, ovviamente, rifocillato a dovere. Hanno preso parte a questa celebrazione anche i miei genitori.
E, ora, giungiamo al secondo capitolo della storia, ben descritto dall’imminenza dell’Esame di Quinta Superiore, il quale ha avuto luogo niente poco di meno che all’ISIS Edith Stein di Gavirate Verbano. Non ero ansioso, anzi, ero speranzoso di togliermi quella calunnia dai piedi e il momento era arrivato.
Il 22 è stato la volta della prima prova di italiano, che ho superato con 15/15 (il massimo dei voti). Ho selezionato la traccia C1 (pandemia). Il 23 della prova di inglese, anch’essa sorpassata con 10/10 (sempre il massimo dei voti) e comprendente una parte letteraria e un’altra di attualità.
Avendo “sconfitto” le due bestie, attendevo il 28 della terza prova, questa volta orale, in cui mi è stato proposto un estratto di Rosso Malpelo e ho, di conseguenza, narrato il Realismo, citando Giovanni Verga, Charles Dickens, Emile Zola e Georg Buchner. Si sono aggiunti, poi, argomenti come le leggi di James Clerk Maxwell, le funzioni (la matematica ha, evidentemente, trovato il modo di presentarsi anche negli orali) e, come ciliegina sulla torta, i Giochi Olimpici.
Alla quasi fine della mia relazione, ho presentato ai commissari di esame (erano i miei professori più la presidente) un dipinto interamente fatto da me intitolatosi De Balneo Italico (Il Bagno Italico in latino), rappresentante, come si deduce dal nome, la piscina del Foro Italico di Roma. Non potevo non celebrare la sua maestosità in quanto nuotatore agonista tesserato FISDIR.
Questa rocambolesca fiaba, constante di ben 5 anni di appassionata ricerca linguistica liceale, si è conclusa nel migliore dei modi. Ho ottenuto il sorprendente risultato di 100/100, cosa che ha suscitato grande euforia non solo in me, ma anche nella stessa commissione e addirittura nei miei. Ho ricevuto, come regalo, il libro dello scrittore torinese Paolo Giordano La Solitudine dei Numeri Primi.
Pioveva, ma la mia gioia non si è spenta, anzi. Ho ascoltato la musica e ho ballato, anche se a modo mio, per tutta la casa. Bene, spero solo di essere stato esauriente circa quanto raccontato. Vi saluto e ci vediamo col prossimo servizio offertovi dall’Angolo di Samu. Ciao!
