Ossequi a tutti, cari i miei Samuelpiensi. Oggi ho deciso di deliziarvi con un nuovo articolo, in cui racconterò non uno, ma ben due episodi che mi hanno visto come protagonista.
Ero all’ISIS Edith Stein di Gavirate Verbano. Il giorno 31 marzo è successo che, tutto entusiasta, ho partecipato alla quindicesima edizione del Concorso Letterario “Salvatore Quasimodo”, per il quale bisognava portare un racconto di massimo cinque pagine a tema libero entro e non oltre il 15 aprile. Io, ovviamente, ho ovviato alla richiesta, presentando “Baby Pusher”, la storia di un bambino di cinque anni che fuma il suo sigaro magico e che salva l’Ucraina e la Russia dalla guerra. E’ stato, modestamente parlando, un successo e la notizia mi ha reso euforico, tant’è vero che l’ho svelato anche ai miei che, memori da tempo della mia fantasia, ne sono rimasti di stucco.
Il giorno seguente, sempre allo Stein, ho vissuto un’emozione che mai mi sarei aspettato finora. Il motivo di tutto quel brio è riconducibile al fatto che una classe mi abbia intervistato come nuotatore agonista, perché stanno organizzando un piccolo sito web che riguardi lo sport nel nostro territorio. E’ ancora in fase di sviluppo e, pertanto, non ne ho il link apposito. Ciononostante, anziché farmi prendere dall’ansia, non vedevo l’ora di partecipare all’iniziativa, rivelando le sfaccettature della mia carriera natatoria.
Conscio del fatto che lunedì 4 aprile, in occasione della giornata internazionale dell’autismo, si terrà una mostra nel mio istituto (ho scritto un’annotazione al riguardo), vi saluto e ci vediamo con un nuovo articolo. Statemi bene!

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