Luino | 26 Dicembre 2021

Luino, “Nuovi trattamenti: Ossigeno-Ozonoterapia”, l’approfondimento della dottoressa Lorella Burroni

La dottoressa luinese per la rubrica "Area Insubria Salute": "È una metodica semplice, mi auguro che possa essere ampliato il suo utilizzo in tutti gli ospedali"

Tempo medio di lettura: 3 minuti

L’ossigeno–Ozono terapia è una metodica di grande attualità soprattutto per il successo riscontrato nelle sue caratteristiche di modulazione della infiammazione, abbinate alle scarsissime controindicazioni, all’assenza di effetti collaterali ed alla elevata sicurezza (viene utilizzata a scopo medicale dagli inizi del secolo scorso in tutto il mondo; nel corso della Prima guerra mondiale veniva usata per la cura delle ferite da arma da fuoco).

I campi di applicazione sono molto ampi, in ambito medico e chirurgico. Il successo nella cura delle ernie discali e delle protrusioni è noto ma trova indicazioni terapeutiche anche in gastroenterologia, in neurologia, in fisiatria, in ginecologia, in dermatologia, in flebologia, in odontoiatria, in reumatologia, in medicina estetica ecc., senza dimenticare le possibili applicazioni in ambito veterinario (per esempio nei cavalli da corsa).

L’ozonoterapia nella cura delle lombalgie/lombosciatalgie/cervicalgie, per non parlare dei dolori parascapolari, dorsali (anche post herpetici), ha un ruolo insuperabile, per la sua azione rilassante, antidolorifica, neurotrofica: infatti, questa metodica è proficuamente utilizzata nella cura delle patologie della colonna  vertebrale, quali ernie del disco o protrusioni discali; inoltre si può adottare per il trattamento delle tendiniti, inserzionali e non, come per esempio la cuffia dei rotatori della spalla, le patologie del tendine di Achille, l’epicondilite.

L’azione è triplice: ossigenazione dei tessuti, antiinfiammatoria/antiinfettiva, decontratturante. Il suo potere disinfettante viene sfruttato per trattare l’acqua di alcune piscine o per sanificare l’ambiente di molti studi medici.

La terapia consiste nell’esecuzione di alcune infiltrazioni sottocutanee o intramuscolari, distribuite con una cadenza generalmente settimanale in cicli che vanno da circa 6 a 10, in base alle dimensioni della zona da trattare. Nel corso delle sedute si assiste generalmente ad un miglioramento progressivo della sintomatologia.

Il vero vantaggio è rappresentato dal fatto che il benessere raggiunto non risulta effimero ma viene mantenuto nel tempo. Talvolta alcuni pazienti chiedono una seduta di richiamo dopo circa 1 mese, per consolidare l’effetto, e dopo circa 6 mesi, per prevenire recidive.  L’ozono non è un farmaco e quindi non induce quei fenomeni di assuefazione o di adattamento tipici delle terapie farmacologiche. Anzi, l’effetto terapeutico si somma nel tempo. Inoltre, è compatibile con qualunque altra terapia.

Non esiste una allergia all’ozono. È vero che l’ozono, a certe concentrazioni, può essere dannoso per l’organismo ma, se viene diluito con l’ossigeno alle ridottissime concentrazioni terapeutiche comunemente usate, esplica unicamente effetti benefici

Nel caso delle ernie discali può essere effettuata una infiltrazione direttamente nel punto in cui il materiale discale è fuoriuscito, ma in tal caso bisogna avvalersi di tecniche radiografiche per localizzare la zona esatta di inoculazione.

L’ozonoterapia viene usata con beneficio anche con applicazioni locali di particolari oli ionizzati (soprattutto ferite infette, escoriazioni, ulcere trofiche ecc.) e dentifrici all’ozono (trattamento di patologie gengivali).

L’ozonoterapia sistemica, per finire, è una pratica che consiste nel prelievo di una certa quantità di sangue venoso che, con un sistema a circuito chiuso, viene poi trattato con opportuna miscela di ossigeno e ozono prima di essere reimmesso in circolo.

Questo trattamento è indicato in patologie degenerative croniche, autoimmuni, arteriosclerosi, diabete, morbo di Parkinson, ulcere trofiche, sindrome fibromialgica o da stanchezza cronica, artrite reumatoide, psoriasi e cardiopatie. Gli effetti che induce sulla funzionalità del microcircolo, sull’ossigenazione cellulare e sulla vitalità in genere dei tessuti la rendono di interesse anche nella gestione dei disturbi dell’invecchiamento.

Bisogna ricordare che l’applicazione medica dell’Ozono non ha ancora ottenuto un consenso scientifico unanime. Gli studi scientifici pubblicati sono sempre più numerosi ma, a tutt’oggi, nonostante venga insegnata in molte Università e utilizzata in alcuni centri Ospedalieri all’avanguardia, resta ancora poco conosciuta a molti medici che ne ignorano il reale potenziale terapeutico.

Considerato che si tratta di una metodica semplice, rispettosa del metabolismo corporeo e della fisiologia, priva di tossicità, con capacità di attivare i processi riparativi e rigenerativi, mi auguro che possa essere ampliato il suo utilizzo in tutti gli ospedali, con possibilità di effettuare ulteriori studi scientifici rigorosi per valutarne l’efficacia.

L’attuale stato di pandemia sta contribuendo in maniera sensibile alla sua diffusione, grazie ai successi ottenuti nel trattamento di pazienti affetti da COVID con danno soprattutto polmonare.

La dottoressa Lorella Burroni è laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo di Pavia, specializzata in Ortopedia e Traumatologia al CTO di Milano, Master in Medicina Forense; corsi in Omotossicologia, Omeopatia, Elettroagopuntura sec. Voll, Immunofarmacologia Omeopatica, Microimmunoterapia. Dirigente Medico presso i reparti di Ortopedia degli ospedali di Tradate (dal 1998 al 2004) e Luino (dal 2004 ad oggi), con incarico di Responsabile del Centro di studio del Metabolismo osseo e Osteoporosi. Consulente Tecnico presso il Tribunale di Varese.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com