Casalzuigno | 4 Agosto 2019

Una Festa degli Alpini tutta biancorossa con il Vharese

Il mio omaggio agli Alpini dopo aver partecipato alla festa di Capolago di Varese. Ho apprezzato molto l'esperienza che ho vissuto

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Ossequi alpini e biancorossi a tutti! Oggi è in serbo per voi un articolo ove si narrerà di un 27 luglio alquanto particolare che ho trascorso in compagnia della mia società biancorossa – il Vharese -.

Da buon mattiniero quale sono, mi son alzato alle 6 circa. Era una giornata un po’ pazzerella per via del cielo coperto, tant’è vero che si pensava venisse a piovere, e abbiamo deciso di rimanere a casa. Subito dopo, però, c’è stato un piccolo cambiamento di piani e siamo usciti lo stesso, con l’intento di recarci al Capolago di Varese, un luogo all’aria aperta pieno di alberi e tavoli frequentato, per la Festa degli Alpini, dove io e i miei genitori ci siamo posizionati per attendere l’arrivo degli altri, cosicché potessimo festeggiare in allegra compagnia, malgrado l’assenza di alcuni membri della mia squadra.

A differenza dell’anno scorso, questa volta abbiamo mangiato sotto il tendone prima che la pioggia arrivasse e rovinasse tutto. Vi erano una varietà di superbe e deliziose scelte gastronomiche, come per esempio gli spaghetti, la pasta e fagioli, polenta e asino, fritto misto, salamino di cavallo, filetto di pesce.

Dopo pranzo, mi sono alzato per sgranchirmi le gambe ascoltando la musica con gli auricolari e mi sono messo a parlare su come trascorrere le nostre prossime giornate prima dell’inizio della scuola e, per alcuni, il lavoro. Mi è piaciuto molto l’esperienza che ho vissuto, anche se me ne sono andato via prima che cominciasse a piovere copiosamente.

Adesso vi parlo del perché di questa ricorrenza, in onore ai nostri Alpini.

Tale ricorrenza della Festa degli Alpini si svolge ogni anno in onore del Corpo Alpino, originatosi nell’anno 1782 e capeggiato da Giuseppe Domenico Perrucchetti, allorché il neonato Regno d’Italia manifestava difficoltà nella difesa dei confini terrestri, i quali si fondevano con l’arco alpino. Si fondò l’Unità, che vide Roma come la protagonista del panorama italiano – non per niente, di fatto, essa venne denominata Capitale d’Italia -.

All’età di vent’anni, Perrucchetti lasciò il territorio lombardo, dominato per mano austriaca, per assumere il compito di volontario dell’esercito Piemontese. Purtroppo, durante la Prima Guerra Mondiale, l’Italia si trovò costretta a fronteggiare l’Austria. Fu allora che le giornate degli Alpini divennero nere e piene di sofferenza, che però non impedivano loro di conquistare il Monte Nero – in Slovenia – nell’anno 1915.

Nel 1936 il Corpo Alpino fu inviato in Etiopia a fronteggiare l’esercito di Hailé Selassié. Lì gli arditi figli dei monti effettuarono altre conquiste salienti – Amba Aradam, Amba Alagi -. E’ stata fondata anche l’Associazione Nazionale Alpini – A. N. A. -, la quale creò alleanze con le altre associazioni combattentistiche in Italia e all’Estero. Nonostante codesto susseguirsi di combattimenti duri, quella dei figli dei monti può definirsi un’esistenza rosea, ornata di successi e trionfi che fanno di loro uomini degni di tal nome.

Mi sa tanto che l’articolo sia giunto ai titoli di coda e quindi non mi rimane altro che congedarmi. Sappiate però che ci rivedremo la prossima volta!

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