Casalzuigno | 9 Giugno 2019

Intravedendo l’oasi di… African Dream Onlus

Si tratta di un'associazione nata nel 2006 da Antonella Benigna e Vincenzo Baggio, che sostiene bambini e ragazzi aventi bisogno di aiuto

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Dopo aver fatto un viaggio alla Casa di Varese, Workbrick sta ora vivendo un’avventura che lo porta a scoprire l’associazione African Dream Onlus e questa volta con la consorte Onyxbrickie.

Ossequi africani a tutti! Il menu di oggi è, seppur a malincuore, a base di emergenze africane, come il difficoltoso sviluppo e lo sfruttamento delle risorse – determinanti quelle aurifere e petrolifere – da parte del nostro continente europeo. Perdurando suddette anomalie ha visto la luce un progetto con l’associazione African Dream Onlus, di cui vi racconto di seguito di che cosa si tratta.

Fondata nel 2006 da Antonella Benigna – la quale ha recentemente intrapreso un viaggio in Zambia – e Vincenzo Baggio, l’associazione African Dream Onlus è finalizzata a sostenere bambini e ragazzi aventi bisogno di aiuto e che vivono in una situazione assai sfavorevole. Pertanto, quand’anche essi trascorrano un’esistenza alquanto difficile, sono ben contenti di vivere. Si avvale pertanto delle donazioni in nome del finanziamento dei progetti, gestiti da missionari e operatori italiani.

Un esempio è la Scuola Elementare di Marco Sardella, totalmente dedicata agli orfani di uno od entrambi i genitori, le cui classi vanno dalla 1° alla 7°: il numero di studenti è oggi 340. In Chipata si trova invece il “Centro di accoglienza per bambini disabili”, dedicata a Galmarini Fiorella, la cui struttura è stata inaugurata a fine aprile a causa della dispersione di famiglie con figli affetti da spina bifidia o idrocefalo che beneficeranno del centro di assistenza. In Kasenga e Chikowa, in Zambia, sussistono ben due centri di maternità dalla omologa configurazione e che beneficiano di un ecografo portatile, di cui quello di Kasenga è dedicato all’italiano Ricciardi Francesco, intenzionato a divenire medico. Infine, in Uganda e più precisamente in Omyer, sussiste il College St. Daniel (nato nel 2009), che ha avuto superbi risultati grazie alla sponsorizzazione degli studenti bisognosi – ne ospita circa 310 – che favoriscono l’ingresso a nuovi iscritti alle prime classi. Il college in questione risulta il 3° migliore in tutta l’Uganda. Per permettere che questo grande numero di ragazzi si senta totalmente ospitato, bisogna risolvere il problema della mancanza di nuovi letti, anche se i lavori per il quinto dormitorio stanno quasi per esser completati.

All’ISIS Edith Stein, io e la mia classe, abbiamo avuto la possibilità e il piacere di conoscere i due fondatori dell’African Dream Onlus e assieme alla professoressa di lingua francese Alessandra B. abbiamo effettuato una donazione per l’adozione a distanza di un ragazzino di 13 anni.

Di ritorno da Zambia, i due fondatori dell’organizzazione – con cui ho provato a comunicare in francese – sono venuti a trovarci a scuola e ci hanno spiegato, utilizzando le slide di PowerPoint, come sia strutturata l’associazione, dicendoci anche che la Zambia è un paese attento alla formazione scolastica.

Nutrendo la speranza che un giorno voi possiate conoscere e sostenere l’idilliaca dimensione di African Dream Onlus – potete farlo seguendo la pagina Facebook a tema -, vi porgo i miei saluti.

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