Monaco di Baviera | 18 Febbraio 2018

Torna “Luinesi all’estero”: Lea Canella in Baviera si occupa di radioprotezione per le centrali nucleari

Lea si è trasferita nel 2007 a Monaco per un dottorato ed è rimasta in Germania per amore e per il lavoro. È la quarantacinquesima intervista della nostra rubrica

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“Luinesi all’estero” è una rubrica nata negli scorsi anni e ancor oggi, periodicamente, continua a raccontare la vita e le esperienze di tutti i cittadini della nostra zona che hanno lasciato Luino per cercar fortuna e lavoro, andando via dell’Italia. Ben quarantasei, finora, i luinesi che hanno risposto alle nostre domande ed altri che ancora devono rispondere.

Oggi siamo andati a fare visita a Lea Canella che dieci anni fa è partita dall’Italia, dopo aver finito gli studi all’Università Statale di Milano, per trasferirsi a Monaco di Baviera, dove ha iniziato facendo il dottorato di ricerca in radiochimica all’università tecnica. Oggi, invece, Lea lavora in un’azienda che produce sistemi di radioprotezione, principalmente per le centrali nucleari. Ecco quello che ci ha raccontato.

Raccontaci di te… Quando sei andata via dall’Italia? Dove vivi?

A Luino ci sono nata e vissuta fino all’inizio dei miei studi all’università di Milano. Dopo aver finito il liceo linguistico a Luino, ho deciso così di punto in bianco di cambiare disciplina e mi sono dedicata alla scienza, per l’esattezza ho studiato fisica sanitaria e radiochimica alla Statale di Milano. Poi alla fine dei miei studi milanesi un po’ incerta su cosa fare mi sono buttata nell’avventura “esperienza all’estero” e a fine ottobre 2007 mi sono trasferita a Monaco per iniziare il mio dottorato di ricerca in radiochimica all’università tecnica di Monaco di Baviera.

Quali motivi ti hanno portato a lasciare l’Italia?

Sono partita per continuare i miei studi all’estero. L’intenzione era di svolgere il dottorato di ricerca e tornare in patria, ma come sempre le situazioni si evolvono in altro modo. Il motivo principale che ha spostato i miei piani di rientro è stato il mio attuale marito (tedesco).

Di cosa ti occupi?

Dopo aver finito il dottorato di ricerca ho lavorato un paio d’anni in università come ricercatrice sempre nel ramo della radiochimica e fisica delle radiazioni. Poi ho lasciato il mondo della ricerca scientifica per il “mondo reale” e ho iniziato a lavorare in un’azienda che produce sistemi di radioprotezione, principalmente per le centrali nucleari. Ho iniziato come sviluppatrice di rivelatori per le radiazioni e da gennaio 2016 mi occupo di qualificare secondo le normative internazionali i nostri sistemi.

Come si svolge il tuo lavoro quotidianamente?

La maggior parte del mio lavoro consiste nel preparare tutta la documentazione per i test e nell’effettuare poi in un secondo momento i test veri e propri. La maggior parte dei test sono test ambientali: i rivelatori e l’elettronica devono resistere a particolari condizioni ambientali e in base all’applicazione anche a diversi scenari per gli incidenti: per esempio terremoti e incidenti che prevedono alti livelli di radiazione, temperatura e pressione.

Hai avuto esperienze lavorative in Italia?

Se contano anche i lavoretti stagionali, si ho lavorato durante le pause estive dell’università come cassiera stagionale al GS (oggi Carrefour) e anche in un paio di ristoranti. Lavoro vero e proprio nel mio campo no.

Come ti trovi nel paese in cui vivi? Ti sei integrata nella società?

Qui in Baviera mi ci è voluto un pochino per integrarmi anche perché quando sono arrivata non parlavo il tedesco per niente. Ma adesso oramai sono di casa qui a Monaco (mi è stato detto che ho anche integrato l’accento bavarese) e mi trovo bene. Integrazione riuscita al 100% anche grazie a mio marito.

Quali difficoltà hai riscontrato?

Al primissimo posto la lingua. Ho dovuto imparare il tedesco e anche il dialetto bavarese che qui è molto più usato che non da noi. Non avendo avuto molto tempo per frequentare dei corsi di tedesco veri e propri, ho dovuto imparare dalla vita quotidiana e dai miei colleghi tedeschi che si sono divertiti molto a insegnarmi parole ed espressioni tipicamente bavaresi spacciandole per tedesco, che poi puntualmente ho utilizzato facendo ridere tutti. Inserirmi nell’ambiente attorno a me è stato abbastanza faticoso. A parte durante l’Oktoberfest, qui la gente non è molto aperta, né troppo spontanea e bisogna faticare un po’ per integrarsi.

In quali altri paesi hai vissuto? 

Solo qui in Germania.

Ti manca qualcosa dell’Italia? Cosa?

Mi mancano un sacco di cose: la mia famiglia al primo posto, gli amici, il cibo, il sole, il lago, le montagne e parlare nella mia lingua tanto per citare un paio di cose. E a essere proprio sinceri il modo di vivere italiano: più aperto, spontaneo e allegro. Insomma gli stereotipi un po’ di verità con sé la portano.

E invece, che progetti hai per il futuro?

I miei progetti per il futuro sono i miei due bambini (uno in arrivo tra poco). Progetti ambiziosi e non senza sacrifici. Spero di riuscire a passargli un po’ di sana “italianità”.

Pensi che un giorno tornerai in Italia?

Io lo spero proprio e la speranza è sempre l’ultima a morire. Beh, per le vacanze siamo quasi sempre in Italia, sto cercando di fare scoprire a mio marito la vera Italia e non quella per i turisti, e i nonni sono a Luino. E poi chissà… Il mio sogno nel cassetto rimane quello di godermi la mia pensione nella mia terra natia.

Dopo quelle a Marco ZanattaNicholas VecchiettiSilvia CamboniAlice GambatoFabio SaiMatteo Lattuada, Luciano AmadeiAntonio BuccinnàPatrizia DelleaFabiana SalaGiorgia ParodiEmanuele MaranoWilmer TurconiRoberto ZanaldiSerena FortunaMichel AndreettiGiuseppe ScaleseFrancesca SaiIros BarozziRosita CordascoFederico FolciaAlessio BadialiMarco ChiminiMark MasneriMaria Giovanna FolciChiara TepsichGabriele Romano,  Cristian MassaMattia StragapedeRoberto BrambiniSerena FiorilloSerena MartinelliRamona CerinottiLuca MaremmiDario CaputoMirco ZaniniAndrea FaraceAntonio ArcieriLorenzo BinaElena ArgentonStefano BelluzCarol BaggioliniPaolo Russo e Loris Meot questa è la quarantaseiesima testimonianza della rubrica “Luinese all’estero”.

Continueranno le interviste ad altri luinesi che vivono e lavorano tra Europa, America, Africa, Asia e Australia.

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