29 Aprile 2016

Al via il “Fondo Atlante”, 4,2 miliardi di euro per salvare le banche

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E’ quanto è emerso alla presentazione del Fondo svoltasi a Milano all’indomani del closing. Il Fondo Atlante avrà durata di cinque anni più tre rinnovabili e investirà almeno il 30% della propria dotazione in non performing loans di una pluralità di banche italiane.

(makemefeed.com)

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Al via il “Fondo Atlante”, 4,2 miliardi di euro per salvare le banche. Il Fondo Atlante,  il fondo di investimento creato per sostenere gli aumenti di capitale di alcune banche italiane e acquistare crediti deteriorati, ha raccolto alla chiusura 4 miliardi e 249 milioni di euro e conta 67 investitori tra istituzioni italiane ed estere che includono banche, società di assicurazioni, fondazioni bancarie e Cassa Depositi e Prestiti. Il fondo Atlante, promosso da Quaestio Capital Management, è l’ultimo passo di una serie di interventi compiuti dal governo e dagli operatori del settore finanziario per cercare di aiutare il sistema bancario italiano, e avrà come obiettivo finanziario un rendimento di circa il 6% annuo. La quota del singolo partecipante in nessun caso può essere superiore al 20% delle dimensioni del Fondo.

Il Fondo Atlante avrà durata di cinque anni più tre rinnovabili  e investirà almeno il 30% della propria dotazione in non performing loans di una pluralità di banche italiane. Fino al 70% del Fondo, inoltre, può essere essere investito in banche con ratio patrimoniali inferiori ai minimi stabiliti nell’ambito dello Srep e che quindi realizzino, su richiesta della Consob, interventi di rafforzamento patrimoniale mediante aumento del capitale

“Atlante è un Fondo di mercato che va gestito in modo redditizio, altrimenti invece di innescare un circolo virtuoso inneschiamo un circolo vizioso”, ha sottolineato il presidente di Quaestio, Alessandro Penati, nel corso di una conferenza stampa. “Qualsiasi investimento”, ha precisato, “deve essere basato sul metodo”, in quanto è un Fondo “di ristrutturazione”, con il fine “di valorizzare la partecipazione e accelerarne la dismissione”. “Questo è il mandato chiaro che mi è stato dato”, ha aggiunto Penati.

“Il Fondo potrebbe essere riaperto successivamente con la modifica del regolamento che richiede l’assenso del 66,6% delle quote”, ha spiegato Paolo Petrignani, amministratore delegato di Quaestio, la Sgr che ha promosso il Fondo. (AGI)

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