Canton Ticino | 13 Luglio 2024

Ticino, cure dentarie: no del governo a un’assicurazione obbligatoria

Bocciata l'iniziativa popolare per istituire un rimborso sulle prestazioni di base. Il Consiglio di Stato sul sistema vigente: «Responsabilità individuale e prevenzione, modello efficace»

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Il governo del Canton Ticino è contrario ad una assicurazione obbligatoria per il rimborso delle cure dentarie di base, e dice no all’iniziativa popolare presentata nel 2015 per istituire la misura.

Il parere ufficiale del Consiglio di Stato è arrivato nelle scorse ore e ha attirato l’attenzione della stampa locale, che ha raccolto anche il rammarico del comitato che aveva proposto la raccolta firme, ottenendo 8.300 adesioni dopo aver presentato il tema come una problematica da non sottovalutare ed estesa a livello nazionale.

Il meccanismo proposto – e bocciato dal governo che ha invitato il Parlamento a fare altrettanto – prevede un contributo a carico dei lavoratori, dei datori di lavoro e del Cantone per finanziare l’assicurazione. Per il governo, in sostanza, la prassi attuale risulta efficiente, e dunque non vi è ragione di cambiarla: «Il sistema vigente in Svizzera, fondato sulla responsabilità individuale del paziente, sulla prevenzione e sulla libera scelta del medico dentista e del trattamento, è un modello di successo e si dimostra efficace anche nel confronto internazionale», si legge in una nota del Consiglio di Stato».

Quanto ai costi il governo evidenzia come siano di fatto stabili, «al contrario delle spese sanitarie complessive, e soprattutto di quelle assunte dall’assicurazione malattia obbligatoria. Le categorie di popolazione economicamente più fragili beneficiano peraltro del rimborso delle cure dentarie e solo una parte esigua di popolazione dichiara di rinunciare alle stesse per motivi finanziari».

Su questo ultimo punto c’è una divergenza di vedute tra Consiglio di Stato e promotori dell’iniziativa popolare, come riporta Ticinonews: secondo chi si è occupato della raccolta firme, più di un quarto della popolazione rinuncia alle cure dentarie per mancanza di mezzi finanziari. E questo in base a quanto accertato da alcune inchieste nazionali. Il comitato esprime delusione per i nove anni trascorsi tra la raccolta firme al parere espresso dal governo (un «ritardo biblico») e per l’assenza di controproposte da parte del Consiglio di Stato.

«Un’iniziativa analoga – sottolinea il Consiglio di Stato nella sua nota, riferendosi ancora alla raccolta firme – è stata presentata sostanzialmente in parallelo in alcuni Cantoni romandi, tra l’altro dopo il rifiuto del Parlamento federale di estendere alle cure dentarie il catalogo delle prestazioni coperte dall’assicurazione malattia. In tutti i Cantoni in cui è stata nel frattempo sottoposta al voto popolare, ovvero Vaud, Ginevra e Neuchâtel, l’iniziativa è stata respinta alle urne».

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