Con la chiusura dell’indirizzo di Scienze Applicate del Liceo “Vittorio Sereni” di Laveno Mombello, avvenuta ormai due anni fa, si spegne anche un’importante esperienza di didattica sul campo e formazione ambientale legata al territorio. Infatti, la favorevole posizione geografica del luogo, caratterizzata dalla presenza del lago e del corso d’acqua che lo attraversa, ha permesso di dare vita in questi anni a un vero e proprio laboratorio a cielo aperto per gli studenti.
È stata un’esperienza didattica unica, capace di coniugare lo studio teorico con l’osservazione scientifica diretta sull’ecosistema, il suo stato di salute e le sue potenzialità di ripristino. «Tuttavia, a fronte dei recenti cambiamenti, non tutto è perduto. I corsi non si fermeranno, ma verranno ricalibrati e ricollocati per rivolgersi agli studenti delle scuole medie, auspicando una maggior lungimiranza della direzione scolastica», spiega l’idrobiologo Fabrizio Merati.
Si è concluso con l’uscita di campo nel golfo di Laveno il terzo ciclo del corso di avvicinamento all’ecologia delle acque interne, un’iniziativa ideata e svolta dal Comitato Bandiera Blu a Cerro in stretta collaborazione con i docenti del Liceo “Sereni” di Laveno. Il progetto, che ha unito lezioni teoriche in classe a cruciali attività sul campo, ha visto la partecipazione entusiasta degli studenti delle classi prime, seconde e terze dell’indirizzo ambientale dell’istituto. «Un bilancio scientifico importante che coincide, purtroppo, con una nota dolente sul fronte scolastico», afferma.
Il programma didattico ha permesso agli studenti di trasformarsi in veri e propri ricercatori, applicando protocolli scientifici per monitorare lo stato di salute dell’ecosistema locale. Nel dettaglio, le classi prime si sono occupate di effettuare una valutazione qualitativa delle acque del Torrente Boesio, il principale corso idrico del Comune di Laveno Mombello. Attraverso l’applicazione dell’IBE (Indice Biotico Esteso), i ragazzi hanno analizzato la presenza o l’assenza di organismi sensibili all’inquinamento, determinando la qualità biologica dell’ambiente.
Le classi seconde, invece, hanno monitorato un tratto di circa due chilometri del Boesio, dalla foce fino al depuratore consortile. Utilizzando il questionario di valutazione RCEI 2 (Riparian Channel and Environmental Inventory) hanno poi censito lo stato dell’alveo, delle sponde e del territorio circostante.
Infine, le classi terze hanno vissuto l’esperienza di un’uscita in imbarcazione nel golfo di Laveno, effettuando prelievi e analisi chimico-fisiche delle acque dalla superficie fino a ben 50 metri di profondità. I dati raccolti nell’ultima uscita di fine settembre 2026 hanno evidenziato che le acque del lago risultano termicamente omogenee fino ai 10 metri, con un salto termico di circa 10 gradi nella fascia compresa tra i 10 e i 20 metri. Inoltre, i primi 20 metri hanno mostrato una leggera sovrasaturazione di ossigeno, un fenomeno riconducibile all’intensa attività fotosintetica algale del periodo.
«Nonostante il successo formativo e l’impegno dei giovani, l’evento di chiusura è stato accompagnato da un profondo rammarico. Per decisione del Provveditorato agli Studi, l’indirizzo tecnico ambientale del Liceo Sereni è stato eliminato due anni fa. Una scelta che decreta la fine della collaborazione con il liceo per questa specifica iniziativa che – ci tengono a precisare dal Comitato – veniva svolta a titolo completamente gratuito dagli esperti».
«La passione per la tutela del territorio e la formazione delle nuove generazioni non si ferma. Il Comitato Bandiera Blu a Cerro ha confermato la propria tenacia nel voler mantenere il punto sull’educazione ambientale: in primavera prenderà il via un programma analogo, rimodulato e interamente dedicato in questo caso agli studenti delle scuole medie di Laveno Mombello», comunicano.
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