(foto di Matteo Pelucco) Una chiesa parrocchiale gremita, con persone in piedi fin sul sagrato, ha stretto in un abbraccio colmo di gratitudine e commozione don Michele Ravizza, nella sua ultima messa come parroco dell’Unità Pastorale di Mesenzana e Brissago Valtravaglia prima del suo definitivo trasferimento a Lonate Pozzolo, dove guiderà la Comunità Pastorale “San Paolo VI”.
Alla celebrazione di ieri, domenica 13 settembre, hanno presenziato i sindaci di Mesenzana e Brissago Valtravaglia, Alberto Rossi e Maurizio Badiali, insieme a rappresentanti delle due amministrazioni, dell’Arma dei Carabinieri e alle delegazioni di gruppo Alpini, Protezione civile, Associazione Nazionale Carabinieri e scout.
Il momento dei saluti è arrivato al termine della messa, aperto da un discorso da parte di una rappresentante delle parrocchie della Valtravaglia, che ha espresso la propria gratitudine nei confronti di don Michele a nome dei Consigli Pastorali, dei Consigli degli Affari Economici e del Decanato – oltre che di tutti i fedeli delle comunità che hanno avuto la guida del sacerdote, non solo quelle di Brissago e Mesenzana, ma anche quelle di Grantola, Bosco e Montegrino, delle quali è stato amministratore apostolico per alcuni mesi.
Quattro le parole scelte per tratteggiare la figura di don Michele, riassumendo in breve ciò che ha rappresentato per le sue parrocchie in questi sei anni: personalità, esperienza, presenza e servizio, declinate in una grande capacità di comunicare, con fermezza ma con il sorriso sempre aperto, in un’attenzione per il bello, per il rito liturgico e per le relazioni con le persone, in una presenza per tutti, nei momenti belli così come in quelli più difficili che la comunità si è trovata ad affrontare.
Al ringraziamento per quanto fatto dal 2020 a oggi si sono uniti i due sindaci Badiali e Rossi, sottolineando la capacità del sacerdote di aver saputo essere una guida e un punto di riferimento per tutti. «Don Michele – ha evidenziato il primo cittadino di Mesenzana – ha lavorato giorno dopo giorno per il bene della nostra parrocchia, per farla vivere e crescere, e il risultato è sotto gli occhi di tutti».
Corposa e sentita, la lista di coloro a cui il parroco – e Decano del Decanato di Luino – ha voluto infine rivolgere il suo, di grazie: sindaci e amministrazioni, carabinieri, associazioni, Consiglio pastorale e Consiglio Affari Economici, catechiste ed educatori, genitori, chierichetti, coro, suore di Santa Marta, Decanato, scout, ammalati e persino «chi mi ha messo i bastoni fra le ruote o mi ha parlato alle spalle, perché è stato un segno per fare bene e sempre meglio».
«Qui io non mi sono mai sentito sprecato, neanche un momento, e mi sono sentito voluto bene», ha concluso don Michele, invitando la comunità a far proseguire questo “voler bene” estendendolo al nuovo parroco, don Vittorio Landriani: «Questo è il regalo più grande che potete farmi».
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