Luino | 12 Agosto 2026

Luino, «Casa di Comunità attiva, ma l’ambulatorio per chi è senza medico di base funziona a metà»

La denuncia del consigliere Marco Massarenti: «Preoccupazione e proteste di molti utenti, in gran parte anziani e soggetti fragili. Inaccettabile che si siano mancanze di questo tipo»

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«Servizi a metà tra Casa di Comunità e Guardia Medica: i cittadini meritano rispetto e risposte reali». Inizia così un lungo comunicato stampa inviato alla nostra redazione dal consigliere comunale di minoranza, Marco Massarenti, nonché capogruppo della lista “La Nostra Luino.

«Inaugurare una Casa di Comunità e dichiararla operativa deve significare prima di tutto dare risposte concrete alla cittadinanza. Purtroppo, per i tantissimi residenti del nostro comune e delle valli che sono rimasti sprovvisti del medico di famiglia, la realtà quotidiana di chi deve curarsi si sta trasformando in un calvario fatto di fatiche e continui spostamenti a vuoto», dichiara Massarenti.

«Continuo a raccogliere le forti preoccupazioni e le proteste di molti utenti, in gran parte persone anziane e soggetti fragili, che vengono indirizzati nell’ambulatorio temporaneo allestito negli spazi vicini alla Casa di Comunità, nei locali in cui la sera, il sabato e la domenica è attiva la Guardia Medica. In questi locali, utilizzati di giorno per l’ambulatorio straordinario, gli utenti si trovano ad affrontare un doppio, intollerabile ostacolo sul fronte telematico e gestionale», va avanti ancora il capogruppo de “La Nostra Luino”.

«Da un lato c’è una grave mancanza specifica di questo ambulatorio temporaneo, al quale non viene proprio fornita la possibilità di collegarsi al Fascicolo Sanitario Elettronico. Il medico di turno si trova così nell’impossibilità di consultare la storia clinica del paziente o di inserire le esenzioni per patologia, costringendo anziani e malati a ripetuti e spossanti “avanti e indietro” per pratiche che dovrebbero richiedere pochi minuti», spiega ancora il consigliere comunale.

«Dall’altro lato c’è un problema generale e cronico che affligge tutti i medici di base del territorio, costretti ogni giorno a combattere con una piattaforma informatica regionale che va in tilt e si blocca di continuo. Quando la rete telematica cade, anche chi ha il medico di famiglia rimane nell’impossibilità di ricevere le ricette elettroniche o le prescrizioni per gli esami, bloccando l’intera assistenza sanitaria territoriale», continua.

«A questo isolamento digitale si aggiunge persino la mancanza degli strumenti medici più semplici e indispensabili. È del tutto inaccettabile che un paziente si rechi in un ambulatorio pubblico e il medico di turno non abbia a disposizione nemmeno l’apparecchio per provargli la pressione. Stiamo parlando dell’ABC della tutela della salute», denuncia Massarenti.

«Capiamo la carenza generale di medici che affligge tutto il paese, ma non possiamo accettare che si inauguri una Casa di Comunità e poi si dirottino i cittadini senza medico in locali adiacenti lasciati sprovvisti di connessione al Fascicolo Sanitario e persino della strumentazione diagnostica di base per le visite diurne», afferma ancora il capogruppo di minoranza.

«Se la Casa di Comunità è stata aperta ed è attiva, anche i servizi adiacenti dedicati ai pazienti sprovvisti di medico devono funzionare davvero e con piena dignità. Chiediamo all’Azienda Sanitaria di intervenire immediatamente per dotare subito la sede dell’ambulatorio temporaneo dell’accesso informatico al Fascicolo Sanitario, garantire una rete telematica stabile e fornire ogni stanza delle attrezzature mediche essenziali. I cittadini chiedono soltanto rispetto e il diritto fondamentale di essere visitati e curati con dignità», conclude il consigliere Massarenti.

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