Canton Ticino | 30 Giugno 2026

Tassa sulla salute, il Ticino blocca i ristorni alla Lombardia: stop a oltre 50 milioni di franchi

La decisione del Consiglio di Stato ticinese è una risposta al contestato balzello per i vecchi frontalieri che la regione intende applicare. Critiche immediate dal senatore Alessandro Alfieri (Pd)

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(fonte www.varesenoi.it) Il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha deciso di sospendere in via cautelativa il versamento dei ristorni destinati alla Lombardia, trattenendo oltre 50 milioni di franchi, pari alla quota relativa al secondo semestre dell’anno. A riportare la notizia è il portale svizzero Tio.ch.

La decisione nasce dalla contestata “tassa sulla salute” che la Lombardia ha scelto di applicare ai vecchi frontalieri, non senza polemiche al di qua e al di là del confine: si tratta infatti di un provvedimento che, secondo il governo ticinese, andrebbe contro agli accordi internazionali tra Italia e Svizzera.

Ecco perché è stato deciso il blocco dei ristorni – solo per la Lombardia e non per il Piemonte – fino a quando la situazione non verrà chiarita sul piano politico e giuridico. Oltre a ciò, il Ticino ha chiesto l’intervento del Consiglio federale svizzero, con l’auspicio di una soluzione condivisa con il Governo italiano e con Regione Lombardia, pur ribadendo la volontà di mantenere buoni rapporti di collaborazione transfrontaliera.

Oggi, a Roma, il tema potrebbe essere affrontato nell’incontro tra la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

«Purtroppo, spiace dirlo, ma avevamo ragione noi – afferma il senatore varesino Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri e Difesa a Palazzo Madama – Più volte abbiamo detto al governo di centrodestra che la tassa della salute sui lavoratori frontalieri era un errore, che rappresentava profili di incostituzionalità ed era contro la normativa prevista sull’accordo sulla nuova fiscalità tra Italia e Svizzera. Ed ecco puntuale la rappresaglia del Canton Ticino che adesso blocca alla sola Lombardia i ristorni, la quota parte delle tasse pagate dai frontalieri dovute ai Comuni di confine. Non al Piemonte invece, che ha già detto di non voler applicare la tassa voluta da Meloni e Giorgetti».

«E così, grazie all’ottusità e al dilettantismo dei governi di destra a Roma e in Lombardia, a pagare saranno principalmente i comuni di frontiera delle province di Varese e di Como. Comuni che stanno già pagando l’assurdo taglio dei ristorni operato dal governo, che ha deciso di togliere 39 milioni a loro dovuti per darli alle regioni. Davanti all’evidenza, che avevamo più volte denunciato come Partito Democratico insieme ai sindacati dei lavoratori frontalieri, – conclude Alfieri – Giorgetti e Fontana si fermino: ritirino la tassa della salute e restituiscano i ristorni ai Comuni di frontiera».

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