«È passata in Senato la linea proposta da Italia Viva e dalle opposizioni sulla necessità di garantire il ristorno delle tasse dei lavoratori frontalieri a favore dei comuni di confine. Una decisione che incide direttamente sulle finanze degli enti locali interessati, dopo settimane di incertezza legate alle scelte iniziali del Governo». Esordisce così una nota di Italia Viva.
L’esecutivo aveva infatti previsto di trattenere una parte del maggiore gettito fiscale derivante dai frontalieri, una misura che avrebbe messo in seria difficoltà la chiusura dei bilanci comunali, in particolare per i centri più piccoli delle aree di frontiera. Una prospettiva che aveva sollevato forti preoccupazioni tra amministratori locali e rappresentanti istituzionali.
«Grazie agli emendamenti presentati dal senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia Viva, e dal senatore Alessandro Alfieri del Partito Democratico, questo scenario è stato superato. Complessivamente 37,6 milioni di euro vengono così restituiti ai comuni di frontiera, riportando le risorse sui territori che ne sono destinatari diretti», proseguono ancora.
Il Governo ha di fatto emendato se stesso, avendo già destinato quei fondi ad altri capitoli di spesa. La pressione esercitata dalle opposizioni ha portato a un cambio di rotta, con il ripristino delle somme originariamente spettanti ai comuni. «Abbiamo sempre sostenuto e operato per fare in modo che le tasse pagate dai frontalieri vadano ai comuni in cui risiedono – commenta il senatore Enrico Borghi – e quest’anno grazie all’unità delle opposizioni abbiamo sventato un blitz centralista riportando i fondi sul territorio».
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