Una situazione contingente di difficoltà – l’assenza temporanea del geometra dell’Ufficio Tecnico – diventa occasione, per il sindaco di Besano Leslie Mulas, di aprire una riflessione sul funzionamento della Pubblica Amministrazione e sulle difficoltà che, sempre di più, si incontrano nella ricerca e nell’assunzione di personale.
«Questo distacco improvviso – spiega il primo cittadino – ci è capitato in un momento in cui diversi lavori e appalti dovevano essere avviati, il tutto unito alla mole ordinaria di lavoro che l’ufficio tecnico gestisce (pratiche di edilizia privata, segnalazioni dei cittadini, scadenze burocratiche, affitto di spazi, distribuzione di sacchi, fatturazioni eccetera). “Sostituitelo”, diranno molti di voi».
Un’opzione che non è così immediata, nella Pubblica Amministrazione, che non può comportarsi come un ente privato: «Per assumere un dipendente – aggiunge Mulas – non si può fare un colloquio con una stretta di mano, bensì, essenzialmente, ci sono tre strade: fare dei concorsi, aprire una mobilità da altri enti pubblici o accedere a delle graduatorie di altri Comuni».
Per quanto riguarda i concorsi, continua il sindaco besanese, «la procedura mediamente richiede tre mesi oltre al tempo di assunzione, sperando che ovviamente qualcuno lo superi. Negli ultimi anni – precisa – alcuni nostri bandi sono andati deserti». La mobilità rappresenta sicuramente una procedura più snella, «ma non è detto che qualche dipendente di qualche altro Comune voglia per forza cambiare sede di lavori», mentre per le graduatorie «non è detto che i Comuni che le hanno ci concedano l’uso, né che, una volta concessa, chi è in graduatoria accetti di venire a Besano».
«Un po’ tutti, tra amministratori e dipendenti, stiamo tentando di coprire il buco, rispondendo a tutti coloro che ci chiedono informazioni o fanno segnalazioni. Se pertanto notate dei rallentamenti, – osserva Mulas – è per questo motivo. Al momento l’Ufficio Tecnico, grazie a un geometra di un altro Comune che viene a fare delle ore extra da noi, è aperto al pubblico il giovedì. Speriamo di tornare a regime quanto prima».
Ma è qui che si apre la riflessione: «Perché nei Comuni è sempre più difficile trovare figure professionali? Non solo tecnici, ma anche assistenti sociali, ragionieri ecc..?». Due i motivi citati dal sindaco di Besano: gli stipendi, meno appetibili rispetto a quelli dei posti di lavoro privati, e le responsabilità connesse al lavoro, «soprattutto in un piccolo Comune dove i cittadini hanno un contatto più diretto e dove un dipendente deve saper fare un po’ di tutto rispetto a un collega di un grande Comune. Alle nostre latitudini poi – prosegue Mulas – si aggiunge il “problema” della Svizzera, che drena manodopera e professionalità grazie a stipendi che sono il triplo dei nostri».
A questo, sottolinea Mulas, si aggiungono anche le regole imposte dallo Stato, «retaggio dei governi da Monti in avanti» per le quali i Comuni non possono assumere per via dei tetti alla spesa del personale: «Alcuni Comuni devono scegliere, avendo solo una cifra da spendere, se assumere un agente di Polizia locale, uno stradino o un impiegato, quando magari servirebbero tutti e tre», spiega, aggiungendo che «lo Stato dovrebbe eliminare quei vincoli che impediscono a un Comune di essere efficiente, lasciando all’amministrazione e ai pochi dipendenti l’onere di gestire tutto in emergenza, e dare la possibilità a chi vuole di assumere. Saranno poi i cittadini a valutare se il Comune è efficiente oppure un collocamento di amici e parenti, ma per il malfunzionamento di alcuni non possono andarci di mezzo anche Comuni virtuosi».
«Molti altri Comuni in Valceresio sono messi come noi, qualcuno meglio, qualcuno peggio, ma il problema della carenza di personale è generalizzato purtroppo. A Besano – conclude Mulas – abbiamo programmato quattro assunzioni nel giro di un anno: un tecnico, un’assistente sociale, un impiegato e un agente di Polizia locale. Se servirà, risparmieremo da qualche parte, ma assumere questo personale è prioritario e fondamentale, sperando di trovare persone di buona volontà e, soprattutto, preparate».
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