Milano | 14 Gennaio 2026

Crans Montana, Bertolaso: «Con questi ragazzi un rapporto silenziosamente diretto»

L'assessore al Welfare parla dei giovani italiani sopravvissuti alla strage di capodanno e del loro ritorno a casa. Uno dei feriti è stato portato al Policlinico per problemi respiratori

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“Con questi giovani si è stabilito un rapporto diretto, silenzioso, che mi ha permesso di conoscere tutto di loro e di capire il dramma che avevano vissuto”. Lo ha detto, ripercorrendo la triste vicenda di Crans-Montana, l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, in un’intervista rilasciata a Lombardia Notizie TV.

“Fin dall’inizio di questa tragica vicenda – ha spiegato Bertolaso – ho cercato di mettere in atto tutti i sistemi possibili e immaginabili per farli tornare a casa, perché so bene quanto in situazioni del genere sia ancora più difficile e traumatico essere assistiti, anche se nel migliore dei modi, a distanza, ovvero senza sentire intorno il calore, l’affetto, la presenza, non solo dei tuoi genitori, ma di un intero Paese, di un popolo che, in una situazione del genere, è rimasto davvero molto colpito ed è stato vicinissimo a quanto accaduto”.

L’assessore ha quindi definito il percorso che sta seguendo “un’esperienza difficile, anche perché mi sono assunto e imposto la responsabilità di farli tornare in Italia”. “Non sono capace di trascurare le situazioni difficili, mi riguardano sempre – ha chiosato Bertolaso – da questo punto di vista sono un seguace di Don Milani. Mi appartiene e mi riguarda qualsiasi problema che possa interessare un cittadino del mio Paese o comunque qualsiasi persona al mondo. Per questo ho pensato di dover fare il massimo non solo per portare questi ragazzi a casa, ma anche per collocarli nella struttura migliore possibile, all’ospedale Niguarda, ovvero in grado di garantire quell’assistenza davvero fenomenale che in questo momento il nostro personale sanitario sta offrendo loro.”

Sempre dall’assessore regionale si apprende che nelle scorse ore uno dei ragazzi ricoverati all’Ospedale Niguarda è stato trasferito al Policlinico di Milano. «Il trasferimento – ha spiegato Bertolaso – nasce da una decisione collegiale frutto della collaborazione, attivata sin dal primo momento dell’emergenza, tra i migliori specialisti del nostro sistema sanitario per garantire la più alta qualità di cura a tutti i ragazzi coinvolti nella tragedia”.

“Il paziente, che non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata, ha però una grave insufficienza respiratoria che purtroppo si è innestata su una patologia precedente e occorre che sia sottoposto a procedure specifiche per questo tipo di problematica – ha aggiunto l’assessore – Il Policlinico di Milano riveste per la Lombardia il ruolo di coordinatore nella gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta e grave e possiede un’elevata esperienza clinica nell’ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), metodologia grazie alla quale il sangue viene prelevato dal corpo, ossigenato artificialmente e poi reimmesso, permettendo ai polmoni danneggiati di riposarsi e guarire mentre l’ECMO supporta la funzione respiratoria”.

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