Italia | 12 Gennaio 2026

Sicurezza nei locali pubblici, l’appello: «Dopo Crans Montana niente più fiamme libere»

Uncem, a seguito della tragedia di capodanno nel Canton Vallese, invita sindaci ed enti locali a introdurre il divieto. «Tutelare le persone e il patrimonio pubblico e privato»

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(Dal sito www.vconews.it) In seguito al tragico incendio verificatosi nella notte di Capodanno a Crans Montana, nel quale hanno perso la vita 40 persone, Uncem invita i sindaci e le amministrazioni degli enti locali a diffondere un’ordinanza che introduca in tutti i comuni il divieto di utilizzo di fiamme libere e articoli pirotecnici nei locali pubblici.

L’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani sottolinea come l’utilizzo di fiamme libere nei locali può “anche in maniera assolutamente incidentale ed involontaria, creare gravi pericoli per le persone, come dimostrato dal tragico evento di Crans Montana e da altri contesti”.

Uncem aggiunge poi che “ulteriori ingenti danni economici possono determinarsi a carico del patrimonio pubblico o privato in conseguenza del potenziale rischio d’incendio discendente dall’accensione incontrollata di articoli pirotecnici ad effetto illuminante”.

Il divieto avrebbe dunque lo scopo di “garantire la tutela dell’incolumità delle persone, nonché la tutela del patrimonio pubblico o privato”.

Intanto dall’ospedale Niguarda di Milano arrivano aggiornamenti sui giovani ricoverati a seguito della tragedia di Capodanno.

“La situazione clinica di alcuni dei ragazzi ricoverati all’Ospedale Niguarda resta estremamente complessa, in particolare per le gravi problematiche respiratorie legate all’inalazione di sostanze tossiche. Le prognosi sono riservate, ma stiamo mettendo in campo tutto ciò che la medicina e la competenza del nostro personale consentono, come se stessimo curando i nostri figli. Altri pazienti mostrano segnali di miglioramento e nei prossimi giorni potrebbe essere valutato il trasferimento in altre strutture di chi è in condizioni più stabili, anche per avvicinarli ai territori di provenienza”. Queste le parole dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.

“Sette pazienti si trovano in terapia intensiva, tutti intubati, e cinque sono seguiti al Centro grandi ustioni – ha spiegato Bertolaso –. Alcuni presentano infezioni polmonari molto severe, in certi casi sostenute da più microrganismi, che rendono il quadro clinico particolarmente delicato. Le ustioni sono importanti, ma oggi la sfida principale riguarda l’apparato respiratorio”.

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