Il divieto di fare esperimenti sugli animali in Svizzera avrebbe conseguenze dannose per la ricerca, la salute e la formazione.
Lo ha affermato il Consiglio federale raccomandando al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare promossa da una associazione elvetica per proteggere gli animali e ottenere inoltre il divieto di detenzione, allevamento e commercio a scopo di sperimentazione (qui i dati del 2024). Per l’iniziativa nei mesi scorsi erano state raccolte più di 172 mila adesioni. Ma ora da Berna è arrivato l’alt: questo progetto «si spinge troppo oltre».
Il motivo? In linea generale «la sperimentazione animale resta indispensabile per lo sviluppo di nuovi medicamenti e la ricerca sulle malattie, soprattutto quelle ancora poco studiate o prive di terapie efficaci, come diversi tipi di cancro – sottolinea il Governo in una nota – Un divieto renderebbe molto più difficile lo sviluppo di nuove cure e comprometterebbe l’accesso dei pazienti a trattamenti innovativi. Anche nella formazione medica e veterinaria determinati esperimenti sugli animali sono necessari, e numerosi progetti di ricerca attualmente in corso rischierebbero di essere interrotti. Esiste inoltre il rischio che, in caso di divieto, posti di lavoro e interi settori di ricerca vengano trasferiti all’estero».
L’iniziativa ha coinvolto un ambito in cui, evidenzia il governo svizzero, sono presenti severi requisiti legali, e in cui l’autorizzazione agli esperimenti sugli animali viene concessa solo quando non esistono alternative adeguate. Il Consiglio federale «è convinto che la normativa vigente in materia garantisca una protezione degli animali adeguata e consenta al contempo la ricerca a beneficio degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente. L’iniziativa è stata respinta dal Consiglio senza la presentazione di un controprogetto.
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