Varese | 5 Aprile 2025

Premio alla ricerca sul mesotelioma pleurico e sperimentazione clinica a Varese: Insubria in prima linea

Cresce il ruolo dell’Università nella lotta contro il mesotelioma pleurico tra premi alla ricerca e trial innovativi, con il riconoscimento a Edoardo Ghisimberti e il nuovo studio sul Volrustomig

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Si è tenuta lo scorso 19 marzo, all’Università dell’Insubria di Varese, la cerimonia di consegna del Premio di Laurea della Fondazione Paola Giancola, istituito per sostenere la ricerca oncologica e promuovere studi innovativi sui tumori del torace.

A riceverlo è stato Edoardo Ghisimberti, giovane medico laureato in Medicina e Chirurgia, il cui lavoro si è distinto per l’approfondita analisi delle terapie emergenti per il mesotelioma pleurico, una forma rara e aggressiva di tumore della pleura.

Il riconoscimento rappresenta un traguardo significativo non solo per il giovane professionista, ma anche per l’ateneo varesino, che si conferma punto di riferimento nella ricerca medica. Il premio, dedicato alla memoria di Paola Giancola e assegnato annualmente alla miglior tesi sui tumori della pleura, del torace o del polmone, ha valorizzato il contributo scientifico di Ghisimberti in un settore in cui la medicina è ancora alla ricerca di risposte efficaci.

La tesi premiata si concentra su un’analisi critica e aggiornata delle possibilità terapeutiche per il mesotelioma pleurico, con uno sguardo rivolto alle nuove strategie immunoterapiche. Il lavoro si inserisce in un contesto di crescente interesse per questa patologia, che, pur essendo meno comune rispetto ad altri tumori, presenta un’elevata aggressività e prognosi spesso sfavorevole.

Il mesotelioma pleurico ha come causa principale l’esposizione all’amianto, sostanza che, se inalata, può permanere nel tessuto polmonare per decenni prima di provocare danni irreversibili. Nonostante il bando dell’amianto in molti Paesi, compresa l’Italia, la lunga latenza della malattia continua a generare nuovi casi, rendendo fondamentale la ricerca di terapie sempre più efficaci.

Parallelamente al riconoscimento accademico, a Varese è stato recentemente avviato un importante trial clinico di fase III presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale di Circolo, diretto dal professor Francesco Grossi. Lo studio riguarda il Volrustomig, farmaco sperimentale basato su un meccanismo d’azione innovativo che prevede la doppia inibizione delle proteine PD-1 e CTLA-4, cruciali nella regolazione del sistema immunitario.

Il Volrustomig è progettato per potenziare la risposta immunitaria del paziente, aiutando il corpo a riconoscere e combattere le cellule tumorali. In particolare, la sperimentazione si rivolge ai pazienti affetti da mesotelioma pleurico non operabile, categoria per la quale le opzioni terapeutiche restano limitate. L’arruolamento dei pazienti è in corso e ha già visto il coinvolgimento di cinque persone, alcune provenienti da fuori regione e persino dall’estero.

La coesistenza tra ricerca universitaria e sperimentazione clinica attiva sul territorio varesino rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra accademia e sistema sanitario. La presenza di un’équipe di specialisti in grado di gestire studi di fase avanzata contribuisce a rendere Varese un centro d’eccellenza a livello nazionale e internazionale nel trattamento delle neoplasie toraciche.

Il caso di Edoardo Ghisimberti, che ha ricevuto la lode accademica con una valutazione di 110 e lode e ha coronato il suo percorso di studi con un riconoscimento prestigioso, testimonia come la dedizione alla ricerca possa generare risultati concreti e stimolare nuove generazioni di medici a orientarsi verso la specializzazione oncologica.

La Fondazione Paola Giancola, promotrice del premio, nasce con l’obiettivo di stimolare l’interesse dei giovani studiosi verso la ricerca su patologie come il mesotelioma pleurico, spesso eclissate nei grandi filoni oncologici ma non per questo meno urgenti. Le attività della Fondazione si intrecciano con quelle di numerose realtà cliniche impegnate nel trattamento dei tumori rari, contribuendo a creare una rete di competenze e opportunità.

L’Università dell’Insubria si inserisce in questa rete con il suo contributo accademico, offrendo agli studenti non solo una solida preparazione teorica, ma anche l’accesso a esperienze concrete di ricerca e a percorsi formativi capaci di aprire strade nella medicina di precisione e nell’oncologia sperimentale.

In un contesto dove la medicina evolve con ritmi accelerati, la collaborazione tra ricerca di base, sperimentazione clinica e formazione universitaria appare sempre più strategica. Il Premio Paola Giancola e il trial sul Volrustomig testimoniano una direzione chiara: mettere la scienza al servizio della vita, partendo dai luoghi della conoscenza.

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