In occasione del Giorno del Ricordo, in cui si commemorano le vittime delle foibe e gli esuli giuliano-dalmati, il lavenese Alberto Morandi propone un altro taglio di riflessione, invitando a ricordare «i crimini di guerra commessi in Jugoslavia dal Regio Esercito Italiano».
Egregio Direttore,
desidero esprimere una riflessione di carattere storico in occasione della giusta e doverosa commemorazione del Giorno del Ricordo per ricordare la tragedia degli italiani vittime delle foibe e dell’esodo forzato dalle terre istriane e della Venezia-Giulia tra il settembre 1943 e il febbraio 1947.
Tuttavia dalle affermazioni degli esponenti della “destra” sembra che il pacifico popolo italiano sia stato aggredito all’improvviso dai “barbari comunisti” jugoslavi senza alcun motivo.
La tragedia però non si è svolta così e, senza giustificare alcun crimine, la verità storica, anche se scomoda, deve essere ricordata interamente per non lasciare spazio a false mistificazioni di carattere ultranazionalista derivanti da un pericoloso rigurgito di estrema destra.
Questa grave tragedia ha causato l’uccisione di circa 5.000 civili italiani e l’esodo forzato dalle loro terre di circa 300.000 persone, tuttavia si devono ricordare anche le cause dell’efferata violenza degli jugoslavi contro la popolazione civile italiana dovuta agli innumerevoli efferati massacri, con decine di migliaia di vittime civili, ferocemente perpetrati tra l’aprile 1941 e il luglio 1943 dai militari italiani, dopo che il regio esercito italiano invase la Jugoslavia l’11 aprile 1941, nei confronti della popolazione civile jugoslava.
Per una vera pacificazione tra i popoli nella verità storica la ricorrenza del Giorno del Ricordo dovrebbe commemorare non solo la popolazione civile italiana vittima della spietata violenza compiuta dagli jugoslavi, ma anche la popolazione civile jugoslava vittima degli efferati massacri commessi dai militari italiani.
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