«La Corte di Cassazione ha chiarito che per tutelare i richiedenti non serve mettere in discussione la valutazione generale operata dal Governo sui cosiddetti “Paesi sicuri”, se non in caso di manifesto arbitrio. Conta tutelare, nel caso concreto, i richiedenti che hanno motivi seri per chiedere la protezione. Per gli altri richiedenti, che la Cassazione definisce “non meritevoli”, resta ferma la procedura di frontiera, che prevede tempi più rapidi e il trattenimento, così da favorire il rimpatrio e impedire l’ingresso in Schengen di chi abusa dell’asilo».
A dichiararlo è il deputato luinese di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini, componente della Commissione Giustizia della Camera, dopo che la Cassazione ha stabilito – tramite una “ordinanza interlocutoria”, in seguito ai ricorsi presentati dal Governo contro le mancate convalide dei giudici per i trattenimenti nei centri in Albania – che a dare un’interpretazione definitiva sul tema dei “Paesi sicuri” sarà la Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Il che dovrebbe avvenire nel prossimo mese di febbraio.
Il documento della Cassazione precisa anche che la valutazione sui “Paesi sicuri” spetta, in generale, al ministro degli Affari esteri e agli altri ministri che intervengono in sede di concerto, ma l’esame di ogni singola situazione rimane nelle mani del giudice che si occupa della convalida del trattenimento del migrante.
«Questa decisione – aggiunge – rende piena giustizia all’operato del Governo e della maggioranza parlamentare, chiarendo come le pronunce delle sezioni specializzate in materia di immigrazione fossero prive di fondamento laddove mettevano in discussione il diritto del governo di individuare i “Paesi sicuri” per i rimpatri rapidi. Viene così demolito il castello di falsità costruito dalla sinistra, alla quale evidentemente importa di più contrastare l’azione del governo piuttosto che occuparsi della sicurezza dei cittadini».
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