Germignaga | 22 Dicembre 2024

Germignaga, ricordi dal passato: la sala giochi di via Matteotti

Flipper, calcetto, "shoot the bear", elicottero dei marines e videogiochi in console, da Space Invaders a Pacman. Quando ci si divertiva per ore senza spendere un patrimonio

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(Renzo Fazio, dalla pagina Facebook Germignaga, ricordi dal passato) Oggi voglio farvi tornare alla fine degli anni ’70/primi anni ‘80 o giù di lì, quando in via Matteotti a Germignaga venne aperta una moderna sala giochi.

Chi se la ricorda? Per quelli come me che all’epoca non avevano ancora compiuto vent’anni, fu una cosa certamente gradita, in quanto, soprattutto nelle giornate invernali, ci si poteva ritrovare e trascorrere qualche momento di spensieratezza, senza spendere un patrimonio.

All’interno c’erano diversi giochi sia di nuova che di vecchia generazione, tipo flipper o calcetto e alcune attrazioni che si potevano trovare solamente quando a giugno arrivavano “i baracconi” presso lo sterrato della colonia oppure il mese successivo a Luino.

Come non ricordare fra questi uno dei più datati, “Shoot the bear” un gioco elettromeccanico dove la sagoma di un orso continuava a scorrere avanti e indietro? Col fucile elettronico si doveva colpire i bersagli ottici presente sul suo corpo e quando l’orso si alzava mostrando la pancia, si doveva puntare a quello centrale, mentre lui emetteva una sorta di improbabile ruggito…

C’era poi un gioco con un abbastanza realistico elicottero “marines” che si poteva far scendere o salire mentre continuava a ruotare tramite un braccio che lo ancorava all’albero meccanico centrale. Durante i due o tre minuti a disposizione, si doveva cercare di colpire dei bersagli fissi tramite un’antenna laterale.

Impegnative pure le partite su una specie di pista che per mezzo di pedali e di un volante, si inclinava in tutte le direzioni, cercando di evitare di far cadere la biglia di acciaio nei fori che c’erano sul percorso.

Ma ad incuriosire di più furono certamente i nuovi moderni videogames in console: i primissimi, visualizzati su schermi ancora monocromatici, vennero ben presto soppiantati da nuovi giochi più accattivanti grazie all’introduzione del colore e microprocessori sempre più potenti messi a disposizione dal progresso tecnologico.

Chi ha vissuto quel periodo ricorderà certamente con un po’ di nostalgia le semplici schermate di “Pong” antesignano del tennis in versione digitale, quelle di “Break-out” dove si doveva distruggere un muro di mattoni colorati, oppure “Space invaders” dove le figure aliene cadevano sempre più velocemente dall’alto. Poi arrivò il divertente “Pac Man” con una testolina colorata che doveva mangiare tutto quello che trovava sul proprio percorso, ad esclusione degli oggetti indigesti…

Per diversi anni spopolarono letteralmente fino ad arrivare alle versioni fruibili sui televisori in casa propria. Seppur sempre più attraenti dal punto di vista grafico e della fantasia, almeno per me persero quel fascino delle prime versioni. O forse stavo semplicemente iniziando ad invecchiare…

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