Germignaga | 1 Novembre 2026

Germignaga, il cimitero racconta quattro secoli di storia tra documenti e nuove scoperte

Nella rubrica "Germignaga, ricordi dal passato", Renzo Fazio ripercorre le origini della cappella della Madonna del Coperto attraverso antichi atti notarili e testimonianze d'archivio

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(a cura di Renzo Fazio per Germignaga, ricordi dal passato.) Come da sentita usanza, questo fine settimana in molti si recheranno a rendere omaggio ai propri cari defunti, ricorrendo il 2 novembre la festività religiosa che li ricorda tutti. La ricorrenza è stata anticipata dalla benedizione impartita all’interno del cimitero alle ore 15:30 di domenica 1 novembre, ovviamente per quanto riguarda il nostro Campo Santo di Germignaga.

Questo luogo, oltre ad essere prezioso per la sua principale funzione, lo è anche dal punto di vista storico e, periodicamente, la scoperta di nuovi documenti celati negli archivi consente di ricostruire con maggiore dettaglio come, nel corso dei secoli, si sia modificata la sua struttura.

Ad esempio, pochi mesi fa, grazie al patrimonio documentale conservato nell’Archivio Diocesano di Milano, ho scoperto che nel mese di settembre del 1625 venne trascritto un atto notarile per la dotazione di una cappella costruita per ospitare una venerata Madonna dipinta su una piramide (?) esistente nel cimitero. A quel tempo, l’unica parte di terreno che svolgeva questa funzione era lo spazio che si trovava fra la chiesa e il muro della fortezza che cingeva l’antica torre di avvistamento, spazio oltretutto parzialmente porticato.

Questo dovrebbe ulteriormente avvalorare la mia ipotesi recentemente formulata che quella storicamente indicata come “cappella della Madonna del Coperto” non sia l’attuale ingresso del cimitero, bensì l’attuale cappella che ospita l’affresco con la Madonna delle Grazie, edificata, secondo Arsenio Passera, nel 1829, ma probabilmente unicamente nelle forme attuali.

Nella stessa documentazione conservata a Milano risulta poi la richiesta da parte degli abitanti di poter celebrare la Santa Messa al suo interno, il sopralluogo richiesto dal Vicario foraneo Paolo Bucciarello nel 1632 ed effettuato l’11 dicembre dello stesso anno, durante il quale veniva indicata la necessità di dotarla di tutte le suppellettili necessarie, e infine la successiva autorizzazione, concessa il 9 aprile 1633, a seguito del nuovo positivo sopralluogo effettuato il 12 marzo dello stesso anno.

Ricordi dal passato risalenti ormai a quattro secoli fa, ma che continuano ancora oggi a suscitare interesse e a regalarci nuovi spunti di ricerca.

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