Politica del Canton Ticino al lavoro per migliorare la protezione degli animali domestici. Il Consiglio di Stato annuncia un progetto di “riorganizzazione del soccorso agli animali” che prevede varie iniziative.
Norme da aggiornare
In primo piano c’è l’istituzione di un ente unico per rispondere alle esigenze del settore, di un fondo dedicato e di un corso formativo di base per i detentori di cani. L’iniziativa, inoltre, arriva come risposta alle linee guida dettate dal Consiglio federale, che chiede interventi più incisivi e requisiti più restrittivi per chi lavora in questo ambito. Sul progetto incide anche l’impianto normativo e organizzativo del Canton Ticino, datato e da aggiornare.
Gli obiettivi
«Il soccorso agli animali è essenziale per garantire il loro benessere e la sicurezza pubblica, prevenendo incidenti e diffusione di malattie, e promuovendo condizioni di vita e di tenuta dignitose». Lo sottolinea il Consiglio di Stato in una nota che introduce l’argomento. Nota in cui viene specificato che «in Ticino il numero degli animali domestici, in particolare dei cani, è nettamente aumentato negli ultimi dieci anni».
Il gruppo di lavoro
Per aggiornare le norme e l’organizzazione del settore, dal 2022 è attivo un gruppo di lavoro istituito dal Consiglio di Stato del Canton Ticino. Un gruppo composto da rappresentanti della Divisione della salute pubblica, dell’Ufficio del veterinario cantonale, della Polizia cantonale, dell’Ufficio della caccia e della pesca e delle Società di protezione degli animali. E’ in questo ambito che sono state individuate le azioni per migliorare la collaborazione fra enti nella gestione degli animali.
Processi e tassa cani
Tra le misure proposte dal governo c’è, come detto, un corso formativo di base. Sarà indirizzato a chi prende un cane per la prima volta. Dovrà essere obbligatorio, ma gratuito. Si ragiona poi sulla possibilità «per il veterinario cantonale di costituirsi quale accusatore privato nei procedimenti penali per la violazione della legislazione veterinaria». Le misure sono già oggetto di atti parlamentari approvati dal Gran Consiglio. «Saranno garantite dagli incassi della tassa cani, che dovrà essere adeguata e ripartita differentemente», spiega il Consiglio di Stato.

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