Lombardia | 17 Gennaio 2024

«Regione ripristini i sussidi per disabili e caregiver»

Dibattito acceso tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale. Il capogruppo Lega Corbetta: «Nessun taglio, ma conversione delle risorse in servizi»

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È stato un ampio dibattito, quello avvenuto martedì 16 gennaio nell’Aula del Consiglio regionale lombardo sul ventilato taglio dei sussidi alle famiglie con persone con disabilità grave e gravissima previsto dal Piano nazionale per la non autosufficienza e recepito dalla Delibera della Giunta regionale n°1669 del 28 dicembre scorso.

Sono stati presentati due documenti: in ordine di presentazione il primo a firma di Pierfrancesco Majorino (PD), sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza e respinto dall’aula, e il secondo a prima firma di Alessandro Corbetta (Lega) che è stato invece approvato.

Nel documento delle minoranze, illustrato dal consigliere Davide Casati (PD), si richiedeva che Regione Lombardia integrasse le risorse destinate ai sussidi individuali alle famiglie in cui sono presenti disabili gravi e gravissimi per evitare i tagli a tali sussidi previsti a partire dal prossimo mese di giugno, tagli che a secondo delle diverse patologie vanno da 250 a 350 euro al mese.

«Le circa 10.000 famiglie lombarde con disabili gravi e gravissimi chiedono certezze: vogliono sapere se dopo il 1 giugno prossimo riceveranno ancora il contributo regionale e in quale misura. A tal fine – ha proseguito Casati – chiediamo di stanziare subito la somma di 6 milioni oltre ai 3,5 già previsti dall’ordine del giorno votato in sede di bilancio per raggiungere la quota di 10 milioni che garantirebbe il ripristino integrale dei contributi erogato l’anno scorso».

Il documento delle minoranze impegnava inoltre la Giunta regionale a chiedere al Governo una proroga dei tempi di applicazione del Piano e ad accompagnare i Comuni nell’implementazione dei servizi alle persone con disabilità grave e gravissima.

La mozione di maggioranza, illustrata dal capogruppo della Lega Alessandro Corbetta, ha ricordato in premessa che il Piano nazionale per la non autosufficienza è stato voluto dal Governo Draghi con il voto favorevole di quasi tutte le forze politiche compreso il Partito Democratico.

«È previsto obbligatoriamente dal Piano – ha proseguito Corbetta – che una parte delle risorse oggi erogate direttamente alle famiglie venga convertita in servizi da somministrare tramite gli enti locali e le ATS. Non si tratta dunque di tagli come è stato impropriamente sostenuto in questi giorni, ma della conversione di una parte delle risorse da monetarie a servizi. Regione Lombardia ha sempre dimostrato grande sensibilità al tema della disabilità istituendo già nel 2013 il Fondo regionale a sostegno della famiglia e dei suoi componenti fragili, fondo che è stato ulteriormente implementato di 3,5 milioni di euro tramite un ordine del giorno proposto dalla maggioranza in sede di approvazione del Bilancio preventivo poche settimane fa. Respingiamo dunque al mittente l’accusa di aver tagliato i fondi alle famiglie con disabili, anzi i fondi complessivamente sono aumentati».

Il documento della maggioranza impegna la Giunta a proseguire le interlocuzioni con il Governo nazionale anche per tramite della Conferenza delle Regioni al fine di garantire un tempo congruo per l’attuazione dei Lep e non lasciare scoperte le famiglie nella prima fase di attuazione delle nuove direttive nazionali. Si richiede inoltre di avviare un dialogo con il Governo per parificare le prestazioni di assistenza offerte dal caregiver familiare con quelle erogate dalle strutture sociosanitarie pubbliche o convenzionate.

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Lisa Noja (Azione-Italia Viva) che ha sottolineato la gravità dell’impatto di questi tagli su famiglie già provate da situazioni di grande sofferenza fisica e psicologica, Nicola Di Marco (Movimento5Stelle), Onorio Rosati (Alleanza Verdi e Sinistra) e Michela Palestra (Patto Civico), tutti a sostegno della mozione delle minoranze.

L’assessore alla Famiglia e Disabilità Elena Lucchini è poi intervenuta ricostruendo i passaggi che hanno portato alla delibera di Giunta del 28 dicembre: «Respingo con forza ogni strumentalizzazione politica di un tema così importante. In particolare – ha precisato – smentisco la presunta mancanza di coinvolgimento delle associazioni delle famiglie con disabili. Tra ottobre e novembre abbiamo tenuto un gran numero di incontri per condividere con loro l’adeguamento delle normative al Piano nazionale cercando ogni soluzione per ridurre l’impatto sulle famiglie. Abbiamo anche incontrato ANCI Lombardia per gestire insieme ai Comuni l’adeguamento dell’erogazione dei servizi in modo da non lasciare indietro nessuno. Infine pochi giorni fa ho personalmente posto il problema dell’applicazione del Piano alla Conferenza Stato-Regioni coinvolgendo i Ministri competenti. Non ci siamo dunque fatti trovare impreparati ma siamo in prima linea a gestire una partita delicata e complessa insieme ai caregiver e agli enti locali».

In sede di dichiarazioni di voto hanno preso la parola per la maggioranza Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale) e Diego Invernici (Fratelli d’Italia) per manifestare il sostegno dei propri gruppi alla mozione della maggioranza. Manfredi Palmeri (Lombardia Migliore) e Pierfrancesco Majorino (PD) per conto dei rispettivi gruppi hanno invece annunciato il voto favorevole alla mozione delle minoranze e l’astensione su quello della maggioranza.

«La destra in Consiglio regionale ha bocciato una mozione presentata da tutti i gruppi di opposizione che chiedeva di cancellare i tagli ai sussidi diretti ai disabili gravi e gravissimi. Una scelta ignobile – hanno poi attaccato Majorino e il consigliere dem Samuele Astuti – Siamo di fronte a un taglio inaccettabile, operato dalla Giunta Fontana con un vero e proprio blitz il 28 dicembre scorso. Un taglio che colpisce le persone con disabilita e i loro familiari che già vivono in condizione di gravissima fragilità. La destra ripete che i sussidi saranno sostituiti da nuovi servizi. Il problema è che questi nuovi servizi non ci sono e certamente non potranno essere realizzati in pochi mesi, vista la scarsità di risorse economiche e di personale. Il risultato è che dal 1 giugno prossimo chi percepiva 650 euro al mese,  già insufficienti ai propri bisogni di assistenza, ora ne riceverà 400. Un’offesa alla dignità».

«Per evitare i tagli – concludono gli esponenti del Pd – servivano 10 milioni di euro, lo 0,03% del bilancio regionale. Un intervento minimo, ma la destra ha negato persino questo. Noi ascolteremo il grido d’aiuto delle persone con disabilità e delle loro famiglie e ci batteremo fino all’ultimo minuto utile con loro per evitare i tagli».

«Grande amarezza. Non sappiamo come altro definire il nostro sentire dopo il voto con cui la maggioranza in Consiglio Regionale ha rigettato la mozione delle opposizioni che chiedeva un impegno semplice alla Giunta Fontana: garantire che, in mancanza di un intervento del Governo Meloni, comunque Regione Lombardia avrebbe reperito le risorse necessarie per evitare lo sciagurato taglio ai sussidi per le persone con disabilità grave e i caregiver familiari previsto dalla delibera di dicembre»: queste le parole dei consiglieri regionali di Italia Viva Giuseppe Licata e Lisa Noja.

«Nei momenti di difficoltà, chi governa può scegliere la strada della responsabilità oppure della sterile polemica politica. Spiace constatare – aggiungono – che la Giunta lombarda abbia preso questa seconda via, decidendo di non dare alle persone con disabilità e alle loro famiglie la serenità di sapere che comunque da giugno sarebbero state pienamente tutelate. Purtroppo, la maggioranza si è adeguata a questa posizione incomprensibile e dannosa. Non è un dispetto alle minoranze, ma è il rifiuto di accogliere le istanze che provengono proprio da tutte le principali associazioni che rappresentano le persone con disabilità. Noi continueremo senza sosta a chiedere a Regione Lombardia di tornare sui propri passi e assicurare le risorse necessarie per tutelare le persone non autosufficienti e chi si prende cura di loro».

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