Il neonato Circolo Legambiente Piero della Veddasca, in collaborazione con i soci del Circolo di Varese e del Circolo di Laveno e Valli del Luinese, la scorsa settimana ha organizzato una giornata di pulizia del sentiero storico della frazione Piero: un momento davvero utile e di supporto agli abitanti della frazione di Curiglia e un’occasione di incontro e di condivisione tra i soci di Legambiente.
I temi di intervento a tutela del territorio, in tutta la provincia di Varese, dove i soci volontari di Legambiente si impegnano e donano il loro tempo sono molteplici e determinanti. E nel caso del sentiero di Piero, spiegano gli attivisti, «ci siamo attivati in attesa di un importante intervento della Comunità Montana Valli del Verbano, già finanziato, che prevede una completa ristrutturazione e messa in sicurezza dell’unica via di accesso pedonale del borgo, dal valore storico».
«Da anni, purtroppo, – proseguono – manca la manutenzione, a livello locale, e parti del tracciato sono franate o dissestate, mentre in alcuni punti non è nemmeno più visibile la rizzata in pietra originale. Le staccionate di sicurezza sono inagibili e pericolose ed ultimamente (da oltre un mese!) manca totalmente l’illuminazione pubblica, proprio nel tratto più pericoloso. Quest’ultima condizione, segnalata ripetutamente al Comune di Curiglia e direttamente a Enel Sole, competente responsabile del servizio, è inspiegabile e inaccettabile per la sicurezza degli abitanti e dei visitatori».
«Le vie di accesso ai borghi montani sono determinanti per la sopravvivenza delle Comunità Resilienti! Così come il trasporto pubblico locale. Da anni – affermano i rappresentanti del circolo locale di Legambiente – chiediamo un servizio quotidiano di autobus di linea da Luino a Ponte di Piero, dove termina la strada provinciale SP6, per gli abitanti del Comune e delle frazioni. Riprendendo il tema della sostenibilità, che dovrebbe esserci ancora più caro in questi territori (la Val Veddasca è un sito di interesse comunitario della Rete Natura 2000 e parte del progetto MAB dell’Unesco), gli abitanti che scelgono di non avere un’auto o i turisti attenti che non la vogliono usare, non hanno nemmeno una chance!».
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