Critiche dure contro TreNord quelle che ci ha inviato, oggi pomeriggio, Stefano Introini, un cittadino che viaggia quotidianamente in treno da Luino a Laveno Mombello. I problemi evidenziati riguardano la mancanza di aria condizionata sul convoglio partito da Luino oggi alle 13.45 e i disservizi strutturali, gestionali e di mancanza di attenzione nei confronti dei “clienti” passeggeri, che accadono quotidianamente. Pubblichiamo di seguito integralmente la lettera: “Appunti sul viaggio in treno tra Luino e Laveno senza climatizzazione nel torrido pomeriggio di oggi, giorno turistico di mercato a Luino”.

Stefano Introini, oggi sul treno in partenza da Luino alle 13.45 verso Gallarate
“Probabilmente sto profittando del mio ruolo di dirigente tecnico a Luino per accedere e scrivere subito nella cronaca di un sito di informazione, ma a volte anche un paziente viaggiatore e cliente di Trenord, come si dice, sbotta! Utilizzo quotidianamente il treno per recarmi a Luino da Laveno – scrive Stefano Introini -. Per questioni di lavoro conosco a fondo problematiche e opportunità del sistema ferroviario, almeno locale; quello che risulta insopportabile è il menefreghismo e l’indifferenza di alcune persone che, evidentemente, ritengono che le Ferrovie servano per dare loro uno stipendio invece che per offrire un servizio ai cittadini e togliere auto dalle strade: stamattina il Ti.Lo. delle 8.45 parte da Laveno abbondantemente oltre le 9, e passi; durante il tragitto la comunicazione dell’avviso di approccio alle stazioni è spento, a Luino fanno scendere tutte le persone da un’unica porta in testa al treno con climatizzazione già spenta e senza accomodare il predellino per agevolare la discesa costringendo tutti a fare un salto di oltre 60 cm. Al ritorno il treno delle 13.45 da Luino è un vecchio treno regionale rimasto tutta la mattina al sole e quando si parte l’aria condizionata è spenta con finestrini chiusi! Solo il Controllore, una gentile dipendente Trenord si preoccupa, si arrabbia parecchio e corre tra un vagone e l’altro ad accendere gli impianti.
Ma perchè non si presta attenzione al cliente viaggiatore? Perchè mai come passeggero mi debbo spesso ritrovare a dare istruzioni a turisti sul nome della prossima fermata quando esistono su quasi tutti i treni meccanismi di annuncio automatizzati? Ricordo un viaggio tra Luino e Laveno con il TI.LO. con il nastro dell’avviso al contrario e quando arriviamo a Laveno viene annunciato Pino (ndr, Pino stazione di passaggio tra Luino e Bellinzona). Ricordo un controllore a cui chiesi informazioni in ordine al mancato utilizzo degli avvisi che mi rispose “tanto tutti sanno dove siamo…”; ricordo un altro episodio quando dei turisti che si recavano a Luino al Mercato chiedevano gentilmente informazioni in inglese e orgogliosamente il personale viaggiante rispondeva che conosce solo una lingua, l’italiano. Aggiungo: perchè diavolo mai in stazione Garibaldi a Milano, nonostante le numerose lettere e insistenze dell’amministrazione di Luino ci sono due treni per Varese che partono ogni ora esattamente a ’32 e nessuno si prende la briga di apporre la specifica che quello che parte dal piano rialzato arriva a Luino mentre quello al piano sotterraneo, allo stesso minuto segue la rotta per Varese e lì si ferma, ingannando quindi chi lo prende con grave disagio per riorganizzarsi il tragitto?
Ma è mai possibile che con tutti gli investimenti che Trenord fa in promozione non riesca a programmare un ciclo di aggiornamento comportamentale e sulla attenzione al cliente? Quel treno brutto e sporco che aspetta a Luino sotto il sole tutta la mattina di oggi poteva essere climatizzato dieci minuti prima della partenza? Sì, certo che sì!! Io continuerò a prendere il treno perchè credo che sia il futuro; dal prossimo anno saremo più vicini al centro Europa con l’apertura nel nuovo tunnel del Gottardo, speriamo bene.
Conosco e vedo tutti i giorni la pazienza che il personale viaggiante deve avere per sopportare maleducazione e reazioni a volte violente di idioti che non vogliono esibire e pagare il biglietto, che sporcano, ecc. So bene che non è nulla quanto qui da me riportato rispetto alle ben più importanti sofferenze che quotidianamente in altre zone di Lombardia e di Italia i pendolari debbono sopportare, ma al di la’ delle più che comprensibili carenze strutturali e di risorse, con salvezza di tantissimi bravi lavoratori, a volte basta non sforzarsi, ma semplicemente non pensare di essere sulla soglia del baratro, ma anzi credere nelle Ferrovie come mezzo del futuro superando quell’ego-automobilismo, quella malsana idea secondo la quale il treno lo prende chi ha avuto la patente ritirata o non può permettersi un SUV o una Panda, Mentalità che ormai ha fatto il suo tempo”.
Si chiude così la lettera firmata da Stefano Introni, che evidenzia le ormai storiche problematicità che i pendolari, viaggiando sui treni regionali da Luino a Gallarate, sono costretti a vivere quasi quotidianamente. Nonostante si facciano tanti proclami, dalla politica ad Rfi, e si parli di investimenti, anche guardando il futuro con l’AlpTransit, la situazione di questa linea ferroviaria non sembra destinata a migliorare. Almeno nel breve periodo.
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