Italia | 19 Ottobre 2023

Sopravvivenza di orsi e lupi, le preoccupazioni del Cai

La necessità di una presa di posizione contro il bracconaggio, e quella di dotarsi di documenti tecnici per tutelare gli animali e migliorare la loro convivenza con l'uomo. La riflessione del Club

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«Non ci sono mai stati così tanti decessi di orso in Trentino come quest’anno, tanto da mettere a rischio il futuro dell’orso bruno sulle Alpi e tutti gli sforzi fatti fin qui per la sua conservazione. Gli orsi trovati morti o tolti dal territorio per motivi gestionali sono infatti sette (che salgono a nove se si considerano anche i due piccoli dell’anno, uno morto e uno recluso), di cui tre solo nelle ultime due settimane».

Il bilancio preoccupa il Club Alpino Italiano, che tramite il proprio portale web Lo Scarpone riflette sul tema della tutela dei grandi predatori. I casi sopra citati, spiega il Cai, probabilmente riguardano anche l’attività di bracconaggio, e ad oggi manca «una forte presa di posizione da parte degli Enti preposti, affinché si ponga fine a questa inaccettabile situazione».

Come fare per cambiare le cose? Il Cai rilancia l’esigenza di un confronto su basi scientifiche per la gestione di lupi e orsi, con l’obiettivo di arrivare alla condivisione di documenti tecnici con valenza giuridica in grado di migliorare la tutela dei grandi predatori e la loro convivenza con l’uomo.

Un esempio, in questa direzione, arriva dal Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro orientali (Pacobace), approvato alla fine degli anni Novanta, quando l’orso bruno si era quasi completamente estinto dalle Alpi, e contenente misure gestionali rivolte ad amministrazioni locali e statali. Misure da applicare su fronti importanti: la prevenzione e il risarcimento dei danni causati dall’orso, le misure da utilizzare per gli esemplari problematici, le campagne d’informazione, il monitoraggio.

Il Club Alpino Italiano ribadisce quindi «l’urgenza di avere uno strumento simile anche per il lupo, come il nuovo Piano di Conservazione e Gestione del lupo in Italia (l’ultimo approvato è scaduto nel 2007 quando la situazione del lupo in Italia era molto differente), che purtroppo è in attesa di approvazione in conferenza Stato Regioni da ormai troppo tempo».

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