Luino | 28 Maggio 2023

Luino, «Torrente Colmegnino, l’agonia continua…»

Nonostante, le normative contrarie alla costruzione della micro-centrale, la società proponente continua a richiederne la costruzione e la Provincia prende altri 60 giorni di tempo…

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(a cura dell’associazione dilettantistica sportiva Pescatori Alto Verbano) Lo scorso 15 maggio avrebbe dovuto svolgersi la quarta Conferenza dei Servizi convocata per autorizzare o negare il consenso alla costruzione della micro-centrale idroelettrica sul torrente Colmegnino che scorre tra Dumenza e Luino.

CONTINUI RINVII RICHIESTI DALLL’AZIENDA PROPONENTE, PERCHE’?

Ma l’agonia del torrente che con angoscia aspetta la sua sentenza di vita o di morte continua. La società imprenditrice ha chiesto per la terza volta un rinvio della decisione per effettuare ulteriori indagini e ci viene spontaneo chiederci se al momento della presentazione del progetto fosse realmente tutto in regola.

Perché continuare a chiedere sospensioni e rinvii per fare sempre ulteriori indagini anche oltre i termini normativi? Solo per evitare un eventuale ricorso? Una società che ha già costruito e sta costruendo micro centrali in molte parti d’Italia, come può avere presentato un progetto per un ruscello che richiede continue indagini, verifiche, approfondimenti e ulteriori controlli anche oltre i termini normati dalla Legge per la chiusura della procedura? Come mai la loro consolidata esperienza per le micro-centrali idroelettriche (ci risulta che finora abbiano ritirato un solo progetto su un piccolo torrente in provincia di Parma) necessita di ripetute e continue revisioni e rivisitazioni?

NESSUNO HA MAI ESPOSTO I BENEFICI

Ciò che invece ci preoccupa maggiormente è il fatto di come nella Conferenza dei Servizi, alla quale abbiamo partecipato, nessuno si sia preoccupato di evidenziare quale sia il rapporto costi/benefici per l’ambiente e per chi vive nella zona, nessuno degli intervenuti ha segnalato quante famiglie ne avrebbero tratto vantaggio o di quanto sarebbero diminuite le bollette energetiche per gli utenti del territorio.

Solo pronunciazioni tecniche che non ci hanno fatto comprendere quale e quanto sia il beneficio che l’ambiente e la società civile dovrebbero trarre dall’eliminazione della biodiversità del torrente al quale potrebbe essere tolto gran parte del suo deflusso minimo ecologico (e non deflusso minimo vitale come ignorantemente – o volutamente? – richiamato nelle riunioni).

Nessuno ha mai parlato della fragilità del territorio nel caso delle ricorrenti e sempre più forti piogge; già di recente alcuni smottamenti hanno interessato quel territorio e lo sbancamento per la posa della nuova tubatura che in molti punti si incrocerà con quelle della rete di ALFA non aiuterà di certo le coste e le ripe ad autosostenersi. Perché di queste questioni non si è parlato?

LA PROVINCIA DOV’È?

Ci chiediamo poi come mai l’organo deliberante – Provincia di Varese – probabilmente costretto dalla burocratica normativa – non applichi i regolamenti in presenza del parere negativo innanzitutto delle Amministrazioni direttamente interessate (Luino e Dumenza), della Comunità Montana Valli del Verbano, di Regione Lombardia, del Commissario italo svizzera per la pesca, del rapporto redatto dal CNR/IRSA che ha evidenziato come nel Colmegnino siano presenti animali a rischio estinzione (trota marmorata che risale il torrente per la riproduzione oltre al molto raro Cottus gobio alias scazzone) tutelati e protetti dalla Direttiva Habitat 92/43 dell’Unione Europea, oppure del fatto che la zona faccia parte della Riserva MAB Unesco, ma senza dimenticare che il corpo idrico è considerato tra i siti di riferimento di Arpa Lombardia con tanto di centralina di monitoraggio. Se non andiamo errati la normativa, per i siti di riferimento, cita il fatto che “è vietata la realizzazione di qualsiasi intervento che possa impattare sulle caratteristiche ambientali del corpo idrico e del suo bacino idrografico”.

VUOI AIUTARCI A DIFENDERE UN ECOSISTEMA FRAGILE? ECCO COME

Invitiamo chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, e qualora non lo abbia ancora fatto, a sottoscrivere la nostra petizione che ha superato le 1840 firme, contro la piccola quanto inutile costruzione della micro centrale sul Colmegnino.

«Nonostante all’inizio l’indifferenza sia stata grande, poco a poco la società civile e le amministrazioni locali interessate all’opera, oltre a Comunità Montana Valli del Verbano che ben conoscono la fragilità del territorio hanno compreso ciò che non andava e si sono finalmente schierate contro il progetto», commenta Rolando Saccucci, presidente dell’ASD Pescatori Alto Verbano, società ormai più ambientalista che sportiva del luinese che da mesi si sta battendo in difesa del Colmegnino.

«A questo punto ci chiediamo realmente dove siano la tanto declamata prevenzione a tutela del territorio e l’interesse ad educare le nuove generazioni al rispetto del suolo e della natura. Questo lo chiediamo a Provincia di Varese che a nostro parere avrebbe già dovuto esprimere da tempo il parere negativo. Quest’opera non darà alcun beneficio al territorio ed ai cittadini, ma arrecherà solo un danno irreversibile al torrente e all’ecosistema di quella piccola e deliziosa valle», conclude Saccucci.

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