Due date, 16 marzo e 9 maggio del 1978. L’inizio e la fine del dramma dell’onorevole Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo di quarantacinque anni fa e poi fatto ritrovare cadavere, dagli stessi brigatisti che lo avevano giustiziato, dopo cinquantacinque giorni di prigionia.
Una delle pagine più buie del nostro Paese, che ha toccato le coscienze di tutti, all’epoca dei fatti, e che ancora oggi non smette di essere ricordata. E non smette di essere oggetto di riflessione.
Uno spunto in questo senso è arrivato nella giornata di ieri dall’amministrazione comunale di Brezzo di Bedero e dal sindaco Daniele Boldrini, che era già primo cittadino nel 2005 quando il Comune intitolò a Moro il piazzale affacciato sul lago, a pochi passi dal centro storico. Per lo stesso piazzale è stato annunciato, ad inizio anno, un investimento da circa mezzo milione di euro che servirà per la sua completa riqualificazione.
«Il Comune di Brezzo di Bedero, ricordando uno dei fatti più eclatanti e più gravi commessi dalle Brigate Rosse, esprime una condanna morale nei confronti degli atti di terrorismo e di tutti quei vili atteggiamenti che minano la libertà e la democrazia del nostro paese». Questa la nota pubblicata dall’amministrazione sul proprio sito internet, insieme ad alcuni toccanti passaggi delle lettere inviate da Moro ai familiari durante la prigionia. Di seguito qualche stralcio.
“…E’ la prima volta dopo trentatré anni che passiamo la Pasqua disuniti …”
“Credo di essere alla conclusione del mio Calvario e desidero abbracciarvi forte forte, con tutto l’amore che come
sapete vi porto…”
“Penso di essere giunto all’estremo delle mie possibilità e di essere sul punto, salvo un miracolo, di chiudere questa
mia esperienza umana… Mi sembra misterioso perché è stata scelta questa strada misteriosa, che condanna me e
priva voi di un punto di riferimento e di equilibrio.”
“State più uniti che potete e troverete unità anche lassù con voi, perché sono vostro.”
“Credo che questa sia proprio l’ultima. Per ragioni misteriose mi sembra preclusa qualsiasi speranza. Non si sa
neppure approssimativamente che cosa accada… Non una voce, che io sappia, si è levata sin qui. … Quasi pensavo
di aver fatto qualcosa di vergognoso. E a voi devono aver consigliato (proibito) di fare qualsiasi protesta, che non
sarebbe servita a nulla, ma avrebbe dimostrato che io qualche persona cara ce l’ho ancora.”
“A Norina tante cose care. Vedi che non si può fare previsioni ?”
“Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce sarebbe bellissimo.”
“Il mio sangue ricadrà su di loro” (con “loro” si riferisce non alle Brigate Rosse, ma ad alcuni politici dell’epoca…)
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