Luino | 13 Maggio 2018

Anche Luino omaggerà Aldo Moro e Peppino Impastato con gli studenti e le autorità

Due tragedie e una data, quella del 9 maggio 1978, che ha visto la perdita di due figure simbolo della storia italiana. Giovedì in piazza Aldo Moro a Voldomino

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Il Comune di Luino si unisce al ricordo di Aldo Moro, statista assassinato dalle Brigate Rosse, e di Peppino Impastato, eroico giornalista siciliano assassinato dalla mafia, nel quarantennale della loro morte. Entrambi furono uccisi il 9 maggio 1978, una giornata tragica per il nostro Paese.

Una data che ha cambiato la storia italiana: mentre a Roma in via Caetani veniva trovato il corpo dell’onorevole della Dc, in Sicilia, a Cinisi, veniva assassinato il giornalista, in prima linea nella lotta contro Cosa Nostra. La giornata di commemorazione avrà luogo nella giornata di giovedì 17 maggio in piazza Aldo Moro alla presenza delle autorità comunali e delle scolaresche.

Due vite differenti, due tragedie e una data, quella del 9 maggio 1978, una giornata che ha visto l’Italia perdere due figure simbolo della propria storia. In mattinata, all’interno di una Renault 4 rossa  la polizia ritrovò il corpo senza vita di Aldo Moro. L’auto era parcheggiata a Roma in via Caetani, a metà strada tra piazza del Gesù, sede nazionale della Dc, e via delle Botteghe Oscure, quartier generale del Partito comunista. Aldo Moro, politico e accademico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri e presidente della DC, ucciso dopo 55 giorni di prigionia nel covo di via Montalcini, era stato rapito e sequestrato dalla Brigate Rosse il 16 marzo del 1978 in via Fani. Un rapimento che non avvenne in una giornata qualunque. Alle ore 10 era, infatti, previsto il voto di fiducia per la nascita del quarto governo presieduto da Giulio Andreotti. Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, l’esecutivo sarebbe stato sostenuto da una maggioranza allargata anche al Partito Comunista Italiano. Un’alleanza, quella tra Pci e Dc, la cui regia fu condotta proprio da Aldo Moro, che quella mattina si stava recando in Parlamento per il voto.

A centinaia di chilometri di distanza, solo qualche ora prima, nella notte tra l’8 e il 9 maggio, perdeva la vita il giornalista Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come “Peppino”. Un uomo che aveva speso anni della sua vita a denunciare dai microfoni di “Radio Aut” la criminalità che attanagliava la sua terra. Con un’ironia sferzante, dai microfoni dell’emittente radiofonica, più volte criticò i loschi affari del boss Gaetano Badalamenti, “Tano Seduto”. Imbottito di tritolo, il corpo di Peppino venne fatto saltare lungo i binari della linea ferroviaria Palermo – Trapani. La figura del coraggioso giornalista siciliano venne fatta conoscere al pubblico anni dopo, nel 2000, con la pellicola “I cento passi” del regista Marco Tullio Giordana. A Cinisi, infatti, cento erano i passi che separavano la casa della famiglia Impastato da quella dell’assassino.  A riprendere il medesimo titolo qualche anno dopo, nel 2004, anche i Modena City Ramblers. “I Cento Passi” è, infatti, la quarta traccia dell’album “Viva La Vida, Muera La Muerte!”.

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