Dopo aver affrontato strenuamente il periodo della pandemia, non senza difficoltà, il Monsignor Comi, nota RSA del territorio luinese, sta progettando il futuro attraverso numerose attività ed investimenti volti a migliorare la qualità della vita all’interno della struttura per tutti gli ospiti.
Oltre alle nuove nomine di diversi responsabili (sanitario, amministrativo, qualità-accreditamento formazione), il Consiglio d’Amministrazione ha voluto irrobustire l’organizzazione dell’azienda attraverso l’ausilio di professionisti esterni. Una decisione arrivata con una “forza economica” in grado di non dover utilizzare, nel periodo Covid, la cassa integrazione per i dipendenti, come avvenuto per altre realtà in Italia.
Ad oggi sono 175 gli ospiti presenti all’interno della casa di riposo luinese, su 181 posti disponibili. In questo momento i parenti degli anziani possono compiere visite, previa prenotazione, ai propri cari, rimanendo anche all’interno delle stanze insieme a loro. «Le visite sono calendarizzate – commenta il direttore generale Danilo Benecchi -, per evitare sovraffollamenti. Abbiamo pensato ad un’apposita fascia oraria quotidiana (dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 14.30 alle 17.30, ndr) in cui le famiglie possono far visita ai parenti. Da parte nostra c’è sempre stata massima disponibilità».
La struttura, fortunatamente, dopo l’ultimo focolaio di positivo a cavallo tra gennaio e febbraio, oggi è Covid free. Da quel momento sono cominciate ad arrivare nuove entrate, sebbene la tipologia di patologie dei pazienti sia radicalmente cambiata rispetto al periodo antecedente alla pandemia.
«Ora abbiamo una gestione diversa, caso per caso – continua Benecchi -. In alcuni casi i pazienti, purtroppo, sono in una situazione di “fine-vita” o con polipatologie, talvolta malati oncologici terminali. Non avendo sul territorio una struttura per le cure intermedie, come l’hospice di Laveno, preferiscono il Monsignor Comi. Per questo la nostra identità sta lentamente cambiando rispetto alle RSA, così come il nostro scopo sociale si è ampliato andando a rispondere alle esigenze delle famiglie più nello specifico».
A questo proposito, infatti, la carenza di personale medico-infermieristico che sta colpendo tutto il nostro territorio si è fatta sentire anche all’interno della casa di riposo luinese. Per questo il CdA ha fatto fronte a questa situazione appoggiandosi anche a personale esterno, anche grazie all’arrivo di contributi regionali derivanti dall’aumento delle rette, tramite la legge 24 del 2020. «Nonostante le difficoltà – prosegue ancora il direttore generale -, abbiamo chiuso il 2020 e il 2021 con un avanzo di bilancio, a dimostrazione di quanto stiamo lavorando in modo adeguato».
Importante anche la collaborazione con l’associazione dei volontari, per la riapertura del bar, e soprattutto con l’Università dell’Insubria per una convenzione entrata in atto da qualche settimana: all’interno della RSA saranno impiegati i tirocinanti delle lauree infermieristiche e fisioterapiche. «Oltre a questo è stata riavviata una partnership con Labor Line, realtà che forma personale OSS e ASA qualificato. L’accordo prevede che loro possano avvalersi delle competenze dei nostri docenti e infermieri, per la formazione, e allo stesso tempo noi ospitiamo tutti i tirocinanti da giugno ad agosto, con la possibilità di essere successivamente assunti».
Infine, sarà importante anche inserire figure, all’interno dell’organico, in grado di sviluppare e migliorare le relazioni con le amministrazioni locali, con le associazioni e le realtà del territorio, al fine di poter ottenere fondi da bandi utili per migliorare il servizio, non solo interno ma anche esterno. Giustappunto il CdA si sta relazionando alla struttura per garantire anche l’assistenza sanitaria all’esterno, attraverso le cure domiciliari.
«Entro agosto Regione Lombardia dovrebbe revisionare gli standard per le cure a casa – conclude il DG Benecchi -. Abbiamo un nucleo specializzato dedicato solo a questo e così in futuro andremo a sviluppare questa tipologia di competenza, con la speranza e l’auspicio che ASST e AST ci possano garantire la possibilità di rispondere alle esigenze del nostro territorio».
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