Lombardia | 12 Febbraio 2022

Filiera del latte, convocato un tavolo regionale: “Dare il giusto valore al lavoro degli allevatori”

Giovedì 17 l’incontro voluto dall’assessore Rolfi. Soddisfatta la Coldiretti: “Non si può più perdere tempo, fermare le speculazioni sul prezzo alla stalla”

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Un tavolo regionale per confrontarsi sulla situazione del latte e verificare lo stato di attuazione dell’accordo nazionale sottoscritto sul suo prezzo: la convocazione è arrivata da parte dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi per giovedì 17 febbraio.

Un accordo che, ha spiegato Rolfi, è stato firmato da tutti gli attori della filiera e per il quale si chiede “semplicemente che venga rispettato, anche perché gli allevatori stanno già attraversando difficoltà oggettive legate all’aumento esponenziale dei costi di produzione” già sottolineato dalla Coldiretti. L’assessore ha altresì sottolineato come sia stato approvato anche un decreto, sempre a livello nazionale, che stabilisce che pagare un prodotto agricolo al di sotto del costo di produzione sia una pratica sleale.

Al “tavolo latte” di giovedì 17 siederanno tutti gli attori della filiera, dalle associazioni agricole di categoria ai rappresentanti dei trasformatori e della grande distribuzione: “La Lombardia – ha ribadito Rolfi – produce il 45% del latte nazionale e il problema del prezzo riguarda soprattutto il nostro territorio. La Regione farà tutto quanto di propria competenza per trovare una soluzione adeguata che dia il giusto valore ai prodotti e, dunque, al lavoro degli allevatori”.

Grande la soddisfazione anche della Coldiretti prealpina per la convocazione di questo tavolo: “Bisogna rendere immediatamente operativo l’accordo di filiera per fermare la speculazione in atto sul prezzo del latte alla stalla, che rischia di far saltare uno dei comparti cardine del nostro agroalimentare. Ringraziamo l’assessore Rolfi – commenta il presidente Fernando Fiori – per aver fatto proprie le nostre sollecitazioni. Ciò che occorre, sottolinea l’associazione, è “un lavoro su tutti i fronti, dal livello governativo a quello territoriale, per difendere il lavoro e la dignità delle stalle italiane che stanno attraversando un periodo di grave crisi”.

“Gli allevatori sono strozzati dai continui aumenti dei costi di produzione non compensati da un prezzo di vendita adeguato e in molti casi si trovano costretti ormai da mesi a vendere sottocosto per effetto di dinamiche speculative che ricadono interamente sulle loro spalle”, rimarca Coldiretti, che ha chiesto all’assessore Rolfi di convocare le parti che hanno sottoscritto il protocollo nazionale della filiera lattiero casearia per arrivare subito al riconoscimento del giusto prezzo, che tenga conto della continua escalation dei costi di energia e mangimi.

“Non si può più perdere tempo – conclude Coldiretti Varese –, serve una presa d’atto collettiva prima che sia troppo tardi. In gioco c’è il futuro di un settore che grazie a circa 5mila allevamenti diffusi sul territorio regionale produce ogni anno oltre il 40% del latte di mucca italiano: quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado”.

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