Luino | 10 Febbraio 2022

Luino celebra il Giorno del Ricordo: “Una memoria che non deve esaurirsi”

Questa mattina la commemorazione delle vittime delle foibe e delle brutalità avvenute al confine orientale. Un minuto di silenzio anche in memoria di Norma Cossetto

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Tanti, troppi anni di silenzio intorno alla tragedia delle foibe, all’esodo giuliano-dalmata e alle brutalità di cui sono stati vittima centinaia di migliaia di italiani sul confine orientale tra la fine del secondo conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra: eventi storici dolorosi di cui si fa memoria ogni 10 febbraio, in quello che è stato stabilito con una legge del 2004 come il Giorno del Ricordo.

Sono diverse le celebrazioni che si susseguono oggi in tutta Italia e anche a Luino, questa mattina, si è tenuta una breve ma sentita commemorazione.

Di fronte a Palazzo Serbelloni il sindaco Enrico Bianchi e il presidente del consiglio comunale Fabrizio Luglio – accompagnati da rappresentanti delle forze dell’ordine cittadine e da componenti dell’amministrazione – hanno deposto una corona presso la stele in memoria delle vittime delle foibe situata nell’aiuola antistante, accompagnati dalle note del “silenzio fuori ordinanza”.

Ricordando alcuni dei principali cenni storici sulla vicende del confine orientale e citando il discorso tenuto lo scorso anno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo cittadino ha voluto sottolineare il profondo senso del Giorno del Ricordo: un senso che sarà sempre più tale “se questo sacrificio ci condurrà a una fioritura del bene, se guardando questi fatti e l’inerzia, l’indifferenza di tanti che li hanno consentiti senza fiatare, ci porterà a ricordare in che cosa crediamo davvero”.

Questi ricordi – ha proseguito Bianchi – non devono esaurirsi qui, ma ci devono indurre a riaffermare con forza il ruolo dell’Europa, della sua straordinaria importanza, con le sue innegabili difficoltà, ma soprattutto per le sue regole di convivenza e di civiltà che hanno garantito la pace fino a oggi. Anche in questi tempi, cosi difficili e pieni di incertezze e di paure l’Europa è terra di incontro che richiede di recuperare la dignità delle persone e i fondamenti del vivere e agire per un bene comune, per tutte e per tutti e non per pochi. È un impegno per le giovani generazioni e un dovere e una riconoscenza a tutti coloro vittime di quelle pesanti intolleranze affinché fatti del genere non debbano più accadere. La patria – ha concluso il sindaco – non è solo un confine, ma è l’insieme della cultura e delle storie di ciascuno di noi”.

Terminata la commemorazione a Palazzo Serbelloni, la cerimonia si è conclusa al Parco a Lago: lì, dove è stata posta una seconda corona ai piedi della targa dedicata a Norma Cossetto, è stato osservato un minuto di raccoglimento in ricordo della giovane “vittima della violenza e dell’odio” alla quale è stato intitolato, lo scorso anno, quel tratto di lungolago.

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