Luino | 6 Marzo 2026

Luino ricorda don Piero Folli a 77 anni dalla sua scomparsa

Domenica mattina la messa e una commemorazione in ricordo del sacerdote che, nel 1943, aiutò centinaia di persone a sfuggire ai fascisti finendo poi in carcere

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(a cura di Emilio Rossi) Domenica 8 marzo la città renderà omaggio alla memoria di don Piero Folli nell’anniversario della scomparsa.

CHI ERA DON FOLLI?

Un uomo, un sacerdote che mettendo a repentaglio la propria vita salvò quella di centinaia di disperati che cercavano salvezza nella vicina Svizzera.

Antifascista dichiarato, subisce angherie di ogni tipo, compresa la famigerata punizione fascista dell’olio di ricino. Approda a Voldomino, paese di millesettecento anime, a pochi passi dal confine svizzero, nel 1923.

Coraggioso ed audace, non esita a denunciare le violenze e le prevaricazioni della dittatura fascista. Ma la sua predicazione attinge alle fonti cristalline del pensiero cristiano.

Dopo l’8 settembre ’43, arrivano a Voldomino perseguitati politici, ebrei ricercati, prigionieri alleati, fuggiti dai campi di concentramento, giovani renitenti alla leva. È il momento di tradurre in pratica gli insegnamenti impartiti per tanti anni. Tutto un popolo si schiera al suo fianco. La casa parrocchiale si spalanca, il vecchio oratorio di S. Liberata è invaso da centinaia di persone, accolte, rifocillate aiutate ad espatriare.

3 dicembre 1943: un branco di fascisti e di tedeschi fa irruzione nella casa parrocchiale di Voldomino, dove è stata offerta ospitalità a 15 ebrei, in maggioranza donne e bambini che si apprestano a varcare il confine per sfuggire alle persecuzioni razziali. Sono accompagnati da don Repetto, segretario dell’arcivescovo di Genova, cardinal Boetto. Le squadracce irrompono nella casa e mettono tutto sottosopra. Fortunatamente non frugano in un tiretto dove sono custodite le schede che testimoniano gli altri passaggi.

Per don Folli inizia il suo martirio. Legato all’inferriata del cortiletto, viene percosso a sangue perché riveli i nomi dei collaboratori. Un ciuffo di capelli gli viene strappato, ma egli non parla e non parlerà neppure in seguito. I 15 ebrei vengono snidati e, mani sulla nuca, costretti a marciare sotto la pioggia. Un bimbo sviene: nessuno conoscerà mai la sua sorte, né quella degli altri.

Poi la detenzione nel carcere di S. Vittore dove don Folli conosce il pittore Zagni, un incallito marxista che, tuttavia, non disdegna la compagnia di quel prete eccezionale. “Senta don Piero – gli dice una sera – Lei chieda a quello lassù la nostra salvezza, perché senz’altro l’ascolta di più e le prometto che se io e lei riusciremo a salvare la pelle, verrò nella sua parrocchia e le lascerò un mio dipinto a ricordo della grazia ricevuta per mezzo suo”. Nasce così tra questi due uomini tanto diversi tra loro, ma uniti da un unico anelito di libertà, un’amicizia destinata a consolidarsi nel tempo.

Per ricordare don Piero Folli, domenica mattina alle 11.15 verrà celebrata la messa nella chiesa parrocchiale di Voldomino. Al termine omaggio floreale e commemorazione al cimitero di Voldomino. Per chi si è prenotato, seguirà il pranzo al Circolo Risorgimento di Voldomino Inferiore.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com