La prostituzione, ovvero quello che si è soliti definire il mestiere più antico del mondo, non conosce crisi, e neppure l’emergenza sanitaria mondiale è riuscita a scalfirla.
È questo ciò che è emerso dai dati presentati da Codacons, nota associazione in difesa dei consumatori, i quali sono stati considerati come punto di riferimento anche da Istat.
Le statistiche presentate da Codacons
Le cifre sono a dir poco altisonanti: nel 2018, infatti, la prostituzione in Italia ha rappresentato un business da 4,7 miliardi di euro, con 90.000 lavoratrici stabili e un giro di clienti stimato in 3 milioni.
Si tratta di statistiche oggettivamente altissime, soprattutto laddove le si dovesse paragonare ai business di altri settori che, tradizionalmente, rappresentano delle “colonne” dell’economia italiana.
Dinanzi a ciò, non ci si può non interrogare sul fatto che il riconoscimento legale e fiscale di tale professione potrebbe apportare dei benefici molteplici: lo Stato, infatti, si assicurerebbe degli introiti davvero importanti, allo stesso modo le professioniste ed i professionisti operativi in questo settore avrebbero senz’altro maggiori tutele, anche, ad esempio, a livello previdenziale.
Sempre più importante il ruolo del web
Chiusa questa parentesi, è interessante sottolineare che Codacons ha evidenziato anche il quadro odierno della prostituzione, settore che, come altri, ha dovuto fare i conti con l’emergenza sanitaria globale.
Secondo Codacons le prostitute hanno, nella grande maggioranza dei casi, modificato il loro modo di operare: se da un lato le strade si sono svuotate di prostitute, inizialmente per via delle restrizioni imposte per via del Covid-19 e successivamente per via di un calo dei clienti che optano per questo canale, dall’altro è cresciuto notevolmente il fenomeno della prostituzione correlata ad Internet.
Oggi, infatti, per le prostitute è davvero fondamentale essere presenti in rete tramite annunci, fotografie e quant’altro utile per reperire nuovi clienti, a questo riguardo è emblematico il fatto che, rispetto al 2019, il numero dei clienti in cerca di professioniste dell’eros che si sono affidati ad Internet è cresciuto del 60%.
Alla luce di questo, non stupisce il fatto che stiano registrando un autentico boom di accessi i portali di escort che propongono annunci geolocalizzati, ovvero relativi alla città o alla provincia di interesse, si pensi ad esempio agli annunci escort a Milano su torinoerotica.com.
L’emergenza sanitaria, dunque, non ha assolutamente diminuito il giro d’affari generato da questo settore in Italia, semplicemente ha modificato il modus operandi delle professioniste: se in passato erano solite sostare in strada, oggi operano pressoché esclusivamente in rete e si fanno raggiungere in casa dai clienti, o al contrario sono loro stesse a recarsi presso il domicilio richiesto.
Le cam girl: in forte crescita la prostituzione “virtuale”
Parallelamente a questo, peraltro, c’è da sottolineare anche un altro fenomeno, ovvero quello delle cosiddette “cam girl”, ragazze che vendono il proprio corpo esclusivamente online tramite delle videochiamate.
Sebbene in questo caso non vi sia alcuna consumazione erotica, vi sono comunque dei clienti disposti a pagare per delle performance online e le ragazze, dal canto loro, riescono ugualmente a monetizzare.
Per quanto tale fenomeno non possa rientrare nella prostituzione propriamente intesa, si tratta comunque di un servizio certamente correlato al mondo del sesso il quale dimostra di essere assai gradito e che, con ogni probabilità, si svilupperà ancor di più negli anni a venire.
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