I carabinieri di Verbania hanno denunciato due fratelli di 19 e 21 anni, residenti ad Arona, che nel pomeriggio di ieri si trovavano a passeggiare con le rispettive fidanzate nell’area boschiva che sorge attorno al luogo in cui, lo scorso 23 maggio, la cabina tre dell’impianto funiviario “Stresa – Mottarone” è precipitata al suolo, causando la morte di quattordici persone.
La loro attenzione, ad un certo punto della camminata tra gli alberi, è caduta sui sigilli che delimitano la zona in cui ancora oggi sono custoditi i resti della cabina. I due giovani si sono avvicinati, oltrepassando i nastri, e mettendo mano al telo che protegge la carcassa, sollevandolo.
A quel punto sono stati messi in fuga dal sistema di allarme che si è immediatamente attivato dopo il gesto. Hanno abbandonato l’area senza sapere di essere seguiti dall’occhio elettronico delle telecamere, in funzione h24 insieme all’allarme, proprio per tenere alla larga i curiosi e per tutelare quei resti di lamiera attorno ai quali si stanno concentrando studi e verifiche per risalire alle cause della tragedia. I carabinieri hanno rintracciato i due ragazzi in breve tempo, procedendo alla identificazione e alla successiva denuncia.
Sempre nelle scorse ore, durante una riunione che si è svolta presso il tribunale di Verbania, i tecnici nominati dal gip e dalle parti, attualmente impegnati nelle complesse attività riguardanti l’incidente probatorio finalizzato alla ricostruzione degli eventi che hanno condotto alla strage, hanno stabilito che entro il prossimo 15 ottobre i resti della cabina tre verranno rimossi dall’area impervia situata sotto la funivia. Verranno spostati in un laboratorio dove proseguirà l’analisi delle componenti.
(Foto di copertina dal sito www.vcoonews.it)
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