Luino | 13 Marzo 2021

Covid, vaccinazioni: “Per i miei genitori vorrei l’attenzione riservata agli anziani di Monteviasco”

Una donna luinese commenta la visita della task force di ATS al borgo, rapportandola al proprio caso: "Mamma e papà attendono risposte che nessuno riesce a darci"

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“Era necessario tutto quel clamore sorto ieri alla notizia della visita a Monteviasco di Guido Bertolaso, quando ci sono anziani ancora in attesa di risposte sui vaccini che nessuno riesce a dare?”.

Si apre con questa domanda, condivisa con tutta la comunità dell’alto Varesotto, la lettera che nelle scorse ore una donna luinese ha inoltrato alla nostra redazione per esprimere un parere sul viaggio in elicottero che durante la giornata di ieri ha portato in quota, presso la piccola frazione montana di Curiglia, una task force composta da personale medico e infermieristico di Ats Insubria e dal consulente per l’emergenza coronavirus di Regione Lombardia.

Motivo della visita, la somministrazione del siero anti Covid ai sette residenti, da oltre due anni alle prese con tutte le difficoltà quotidiane legate al blocco della funivia, e da un anno esatto ostaggio di un ulteriore isolamento, quello causato dalla emergenza sanitaria.

“Le sette somministrazioni di Monteviasco, per quanto indubbiamente prioritarie, considerata l’età dei beneficiari, hanno attirato grande attenzione mediatica – continua l’autrice della lettera – ma sempre qui sul territorio ci sono molte altre persone che, al contrario, non riescono ad ottenere la stessa considerazione e da settimane si trovano quindi, come diretta conseguenza, in uno stato di incertezza e disagio. E’ il caso dei miei genitori – sottolinea la donna – di ottantadue e ottantaquattro anni, che da parecchi giorni, dopo essersi prenotati tramite il portale di Regione Lombardia, sono in attesa di notizie che non arrivano”.

Dopo l’iscrizione al sito riservato alle candidature per le vaccinazioni, la famiglia dei due anziani signori ha cercato più volte di ottenere delucidazioni sul da farsi, rivolgendosi ad Ats Insubria, all’ospedale della città lacustre, e al medico di base. Una serie di contatti senza successo.

“Papà e mamma sono chiusi in casa con la paura di contrarre il virus e aspettano un vaccino che non arriva, nonostante la priorità a cui avrebbero diritto, al pari dei residenti di Monteviasco e di tutte le altre persone anziane ancora senza punti di riferimento. E’ una vera indecenza – conclude la donna -, spero che a breve la situazione possa sbloccarsi. Per il bene dei miei genitori”.

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