Varese | 27 Gennaio 2021

La Lombardia e il primato nazionale in agricoltura: “Il profitto oggi danneggia la biodiversità”

Slow Food Varese interviene sui dati che hanno certificato il traguardo della regione, svelando altri numeri "da podio" nel consumo di pesticidi ed erbicidi

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(A cura di Slow Food Varese) Abbiamo recentemente letto su queste pagine che la nostra regione è in Italia al top per la produzione agricola, ma di tutto quest’articolo condividiamo solo la parte finale, cioè che tale tipo di produzione non deve essere merce di scambio tra i partiti, mentre per il resto inviteremmo tutti a fare un esame critico e oggettivo del rapporto costi/benefici pertinenti il primato raggiunto da questo tipo di coltivazioni e allevamenti padani in cui primeggia tutto ciò che è intensivo, le monocolture e l’uso di pesticidi ed erbicidi che inevitabilmente finiscono nel nostro piatto.

In ogni ambito ed ancora di più in agricoltura non si dovrebbe solo pensare al patrimonio economico generato dalla terra e le Istituzioni di riferimento dovrebbero anche riflettere sul fatto che questo tipo di ricchezza è quasi sempre a scapito di quella biodiversità che non vediamo, ma che è essenziale alla vita e che si riproduce quotidianamente nello strato attivo dei dieci centimetri di terra che ogni giorno calpestiamo e che viene bruciato e inaridito dalle colture intensive, dai suoi fertilizzanti e pesticidi chimici.

I metodi di produzione moderni hanno imposto una netta distinzione tra suolo agricolo e quello usato per l’allevamento, bisognerebbe invece tornare alla rotazione sia delle colture che dei terreni perché quei dieci centimetri di strato divenuto inerte impiegheranno ben cinquecento anni a riprendere nuova vita.

Questo non lo diciamo noi ma gli esperti che hanno stilato la relazione per la COP21 di Parigi e i dati certificano come l’Italia (e la Lombardia in primis) sia in Europa al primo posto per l’utilizzo di pesticidi ed erbicidi, e come sia la terza zona europea per monocolture e allevamenti intensivi.

Rammentiamo poi i danni da PM10 (polveri fini che sono delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo) causati, come segnala ISPRA e quale secondo fattore dopo il riscaldamento, dagli allevamenti intensivi presenti soprattutto nella pianura padana che hanno fin qui percepito tra il 18 e il 20% di tutto il budget annuale dell’Unione Europea.

Oltre agli allevamenti bovini, forse più presenti nell’immaginario collettivo, ci riferiamo anche alle quasi sconosciute filiere avicole e suinicole nelle quali troppo spesso il benessere animale, peraltro previsto dalla Direttiva Europea 120/2008, è un aggettivo aleatorio e il più delle volte dimenticato. Secondo ARPA Lombardia gli allevamenti intensivi concorrono mediamente all’emissione di un terzo del “particolato” regionale i cui valori, durante alcuni periodi, superano anche il 50% .

Che i dati esposti nell’articolo rappresentino il top della produzione agricola italiana non lo mettiamo in discussione, ma rappresentiamo i nostri dubbi sul fatto che essi ne certifichino la sua qualità, perché tale pregio deve essere un prodotto finale risultante dalla somma di dati rappresentati dal rispetto e benessere della terra, dell’aria, degli animali e degli esseri umani che siano essi produttori o consumatori finali.
E’ per questo motivo che noi sosteniamo, e invitiamo chi legge a fare altrettanto, le produzioni dei piccoli coltivatori e allevatori locali che, anziché utilizzare erbicidi e pesticidi e coltivare monocolture che inaridiscono il suolo, si spaccano la schiena ogni giorno con risorse economiche spesso negate per darci un cibo buono, sano e pulito.

Se contassero soltanto i ritorni economici ci sarebbe da rallegrarsi, ma non è così e ci chiediamo: contano solo gli utili fatti dall’industria agroalimentare e dalla Grande Distribuzione o sarebbe più opportuno un minor guadagno in favore della salubrità dell’aria che respiriamo e del cibo che mangiamo quotidianamente?

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com