Economia | 21 Dicembre 2020

Dichiarazione dei redditi: un italiano su 4 non sa come compilarla

Le domande sulla dichiarazione dei redditi degli italiani sono tantissime, tuttavia, la maggior parte presenta dei dubbi relativi ad argomenti specifici

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Le tasse in Italia sono un problema per un numero elevato di persone, complice un sistema burocratico complicato che non agevola le operazioni fiscali. In questo senso, da un sondaggio emerge che 1 italiano su 4 non sa come eseguire la dichirazione dei redditi, ignorando dei punti fondamentali che potrebbero comportare agevolazioni fiscali importanti.

Le domande sulla dichiarazione dei redditi degli italiani sono tantissime, tuttavia, la maggior parte presenta dei dubbi relativi ad argomenti specifici quali profitti all’estero, vincite da attività di gioco e guadagni dal trading online. Questi tre argomenti presentano alcune insidie in termini di pagamento delle tasse che potrebbero mandare in confusione il cittadino medio. 

Per questo motivo, abbiamo deciso di chiarire alcune questioni correlate al pagamento delle tasse in questi settori.

Come pagare le tasse sulle vincite da gioco?

Il primo dubbio sulla dichiarazione dei redditi degli italiani riguarda le vincite da gioco. Quando si accede ad una piattaforma di gioco con soldi veri e si vince un importo consistente tramite giri gratis delle slot o partite di poker, ci si potrebbe chiedere se questi importi debbano essere inseriti nella dichiarazione. La risposta è no, a patto che il sito su cui si gioca sia autorizzato dallo stato italiano. Ogni sito autorizzato, infatti, paga le tasse direttamente allo stato per conto dei giocatori, in modo da minimizzare l’evasione nel settore. Questo non vale per i siti esteri, le cui vincite devono essere sempre inserite nella dichiarazione dei redditi.

Come dichiarare le entrate del trading? 

Quando si inizia un’attività di trading online, i guadagni potrebbero aumentare rapidamente, tuttavia, si potrebbero iniziare anche ad avere dei dubbi per quanto riguarda la tassazione di questi importi. L’attività di trading, infatti, comporta una tassazione speciale che ogni utente impegnato nel settore dovrebbe conoscere per evitare di pagare di più di quanto dovrebbe. Innanzitutto, è importante chiarire che vengono tassate solo le plusvalenze, mentre le minusvalenze consentono di ricevere degli sconti sul pagamento delle tasse. In questo senso, se si è ottenuta una minusvalenza di 1000 € nel 2019 e nel 2020 una plusvalenze di importo uguale, tecnicamente il trader non deve pagare nulla, a patto che abbia dichiarato correttamente le minusvalenze per accedere allo sconto fiscale.

Come dichiarare i soldi guadagnati all’estero?

Molti italiani che lavorano all’estero per alcuni mesi e successivamente rientrato in Italia si chiedono se devono pagare delle tasse sui profitti allo stato italiano. Dato che molti hanno pagato le tasse nella nazione estera in cui erano residenti, pensano di non dover indicare nulla al momento del rientro in Italia. In realtà, se non viene spostata la residenza fiscale iscrivendosi all’AIRE si rischia di incappare in una doppia tassazione. L’iscrizione all’AIRE non è obbligatoria, tuttavia, se non viene eseguita è necessario indicare le entrate nella dichiarazione dei redditi italiana, per consentire il calcolo delle tasse correttamente. In molte nazioni con accordi con lo stato italiano, le tasse già pagate funzionano come credito di imposta, di conseguenza anche senza spostare la residenza si potrebbe non dover pagare nulla in Italia.

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