“Mi avete rotto i co… Ma perché controllate sempre me e non quelli che spacciano?“. Aveva risposto così, quattro anni fa, un 56enne di cittadinanza marocchina, immigrato in Italia da anni con regolare permesso di soggiorno, alla richiesta di esibire i documenti da parte degli agenti della Polfer su un treno alla stazione Nord di Laveno Mombello, sulla linea che porta a Varese e Milano.
Il fatto era avvenuto il 20 ottobre 2015 e ieri in Tribunale a Varese la dura reazione è costata all’uomo un mese e dieci giorni di reclusione, come deciso dal giudice del Tribunale di Varese Valentina Maderna, in rito abbreviato, mentre l’avvocato difensore ne chiedeva l’assoluzione.
Troppo gravi, invece, secondo il giudice, le parole dette ai poliziotti ferroviari da parte dell’uomo.
Dopo la segnalazione degli agenti in Procura, infatti, è partito l’iter giudiziario che ha portato alla condanna emessa ieri, per un’offesa agli agenti che ha leso il loro lavoro sui treni, dove periodicamente si verificano situazioni di pericolo non solo per loro, ma anche per il personale ferroviario.
© Riproduzione riservata






Vuoi lasciare un commento? | 0