Luino | 25 Giugno 2019

Ratti di Luino, i 150 anni di storia sul palcoscenico della Colonia di Germignaga

Oggi a Palazzo Verbania la conferenza stampa, lo spettacolo il 5 luglio. Giovanni Locatelli: "23 dipendenti come una famiglia, grande soddisfazione arrivare a teatro"

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La Ratti di Luino: 150 anni di filo e metallo, di speranze e sudore, di innovazione e intraprendenza imprenditoriale, ma anche di amicizie, condivisioni, fiducia nel lavoro e nello sviluppo. Racconterà tutto questo venerdì 5 luglio, alle ore 21, presso la Colonia elioterapia di Germignaga, “Fili, Trame, Legami”, la rappresentazione teatrale di Coopuf Teatro, dove protagoniste saranno la vicenda umana degli uomini e delle donne della Ratti, le loro famiglie e il territorio.

Si tratta di un teatro d’impresa allo stato puro ed allo stesso tempo è un viaggio indietro nel tempo, un’immersione nelle nervature in due secoli fondamentali per la nascita e lo sviluppo della manifattura, che ha segnato in modo profondo il tessuto sociale ed economico del Luinese.

“Fili, Trame, Legami” racconta la storia della “Ratti”, azienda nata nel 1869 dall’intuizione di un giovane di Canzo, Michele Ratti, cresciuta attraverso le innovazioni apportate di figli e dai nipoti e sopravvissuta alla violentissima crisi del tessile grazie al coraggio di un imprenditore di Montegrino Valtravaglia, Giovanni Locatelli, e dei suoi figli Stefano e Andrea, titolari della Minuteria di Grantola e, dal 2010, anche della nuova Ratti Luino Srl.

Lo spettacolo, che è patrocinato dal comune di Luino e da quello di Germignaga, senza dimenticare l’Università degli Studi dell’Insubria, accompagnerà gli spettatori lungo due strade, una verso Michele Ratti e i suoi eredi, l’altra che arriva fino a Giovanni Locatelli e ai suoi figli. Verranno tratteggiate persone, vicende e destini di coloro che alla Ratti hanno lavorato e vissuto, migliaia di persone tra cui tanti nonni, genitori, nipoti e pronipoti. Almeno quattro generazioni di vite intrecciate dal filo e dal metallo del meccanotessile e della sua filiera.

Molti di loro sono ancora lì oggi, come Bruno Giovannelli, rientrato in azienda dopo il passaggio di proprietà, e come Renzo Fazio, che dalla Ratti non è mai andato vita, vedendola grande, allargata e semideserta e che oggi, grazie ad una immensa passione per la storia, ne ha ricostruito passo dopo passo le vicende. Oggi l’azienda è solida ed è tornata a girare il mondo, tra esportazioni e fiere dove presenta le proprie macchine.

“La Ratti è sempre stata parte integrante della storia del territorio e di Luino – afferma il sindaco Andrea Pellicini -. Arrivare a 150 anni è un risultato straordinario, da poco abbiamo celebrato il 150esimo anniversario della realizzazione della statu di Garibaldi, il primo monumento al mondo a lui dedicato. La Ratti ha sostenuto l’economia del territorio per tantissimo tempo. Spesso diciamo che dobbiamo lavorare per il turismo e limitare il gap con la sponda piemontese, ma non dobbiamo dimenticare che il distretto industriale di Luino fino agli anni ’60 è stato uno tra i più importanti in Lombardia. Siamo fieri della nostra tradizione, un marchio come quella della Ratti porta Luino e la nostra terra nel mondo”.

Dello stesso parere anche il vicesindaco di Germignaga, Emanuele Borin: “Quando sono nato, sessant’anni fa, la Ratti era già lì, ed è stata una colonna portante per tutti noi e per tutte le nostre famiglie. Un grande aiuto per la nostra gente e la nostra terra”.

“È la prima volta che parliamo di un’azienda in modo teatrale, speriamo possa essere la prima di una lunga serie – commenta anche il direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, Mauro Colombo -. Legare insieme da una parte l’arte e la cultura e dall’altra l’imprenditoria è fondamentale per raccontare quello che c’è dietro a queste realtà che ci portano alla scoperta degli aspetti umani di un’azienda. Siamo orgogliosi di aver messo insieme tutte queste persone e che ci hanno dato la possibilità di realizzare questo evento”.

“La Ratti era vicino al fallimento e dopo esser stata messa in liquidazione era vicina al fallimento – ricorda Giovanni Locatelli, patron dell’azienda -. Eravamo loro fornitori e siamo venuti a conoscenza di questa situazione due mesi prima. I dipendenti erano tutti amici e così abbiamo cominciato a pensare a questa sfida. Allora i miei figli erano giovani e, con il loro supporto, abbiamo deciso di rilevarla. Si trattava di ventitré famiglie, tutti avevano un parente o conoscevano una persona che ai tempi lavorava in Ratti. È iniziata quindi la nostra avventura e dopo aver firmato e l’entusiasmo iniziale, ci siamo scontrati con i tanti problemi, tra cui la grave crisi tessile. Una volta entrati nel capannone ci siamo resi conto che non c’era nulla a norma e, fortunatamente, un giorno mentre andavo in Valcuvia, ho visto una struttura in vendita, a Cassano Valcuvia. Siamo ripartiti da lì e oggi, essere qui per i 150 anni dell’azienda, è una cosa bellissima, non solo per me ma anche per i miei dipendenti. Abbiamo grandi prospettive anche per il futuro”.

Interessante anche lo spaccato teatrale e culturale presentato dai protagonisti del progetto: per il teatro Andrea Minidio e Michele Todisco, per la ricostruzione storica Renzo Fazio e Pierangelo Frigerio e per la supervisione storytelling il professor Andrea Candela dell’Università degli Studi dell’Insubria.

Per iscriversi all’evento e prenotare il posto alla Colonia, ormai verso il tutto esaurito, è possibile scrivere una mail all’indirizzo relazioni.esterne@asarva.org.

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