Luino | 18 Ottobre 2018

Luino, l’esperienza con i trasporti di uno straniero: “E’ questa la rete che avete nel 2018?”

Un turista riporta su Facebook il racconto del viaggio che da Colonia lo ha condotto a Porto Valtravaglia, segnato da disagi in particolare sul territorio lacustre

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Una giornata che ha assunto i tratti dell’avventura, quella vissuta da un turista tedesco alle prese con i problemi della mobilità locale.

Dalla bacheca di un gruppo Facebook il racconto del lungo viaggio, che da Colonia doveva condurlo al lago, con destinazione Porto Valtravaglia, ha attirato l’attenzione di diversi utenti luinesi, consapevoli di come disagi e imprevisti possano rendere particolarmente snervante la catena dei trasferimenti.

“Una vera avventura quella per raggiungere Porto Valtravaglia – esordisce il turista nel suo messaggio pubblico -. Ieri siamo arrivati da Colonia con novanta minuti di ritardo a Basilea, per poi ripartire verso Cadenazzo, stazione raggiunta alle 19. Alle 20.07 abbiamo preso il treno S30 diretto a Luino. Ma a Luino – sottolinea – la nostra corsa è finita sul binario tronco, costringendoci ad un cambio che non siamo riusciti ad effettuare per ragioni di tempo. L’altro treno per Porto Valtravaglia era infatti già partito”.

La corsa a cui il turista fa riferimento è quella delle 20.45, regolarmente presente ma già iniziata al momento del suo arrivo. Il successivo treno sarebbe arrivato solo alle 21.44. Da qui la scelta di cambiare programma facendo ricorso ad una soluzione alternativa, quella del taxi, che riserva al turista la sorpresa più spiacevole.

“Alle ore 21 abbiamo cercato un taxi – conclude il viaggiatore sul social network -. Nessuna possibilità di avere un taxi a Luino alle 21, come è possibile?? Un grazie va invece a due cittadini amichevoli e disponibili, che ci hanno condotto a destinazione. E’ questo un sistema di trasporto che si può definire adeguato per il 2018?”

A raccogliere il quesito lasciato in sospeso è Michele Marmino, ex commerciante luinese ed oggi pendolare, che commenta: “Non possiamo pensare di definirci ‘località turistica’ senza degli adeguati sistemi di viabilità ed interconnessione. Spesso – aggiunge Marmino – mi è capitato di perdere dei tavoli di turisti perché subentravano difficoltà per il rientro nelle vicine Brezzo di Bedero e Maccagno. Durante il periodo estivo e in orari normali. Non ha senso costruire cattedrali nel deserto quando poi mancano i minimi servizi”.

Questo il punto di vista dell’ex ristoratore, che conclude raccogliendo la domanda rivolta dallo sfortunato viaggiatore agli utenti del gruppo online, riflettendo su un ultimo aspetto: “Comprendo i costi e le difficoltà degli operatori, ma una soluzione va individuata a breve, prima che ci si lamenti del calo di presenze sia turistiche che di servizi base per i locali”.

(Foto di copertina da www.unicataxi.it)

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