Sono sette, li si può azzerare con costi irrisori e, una volta eliminati, per l’impresa sarà più semplice avviare un processo di digitalizzazione efficace e performante. Parliamo dei muda, ovvero delle attività prive di valore aggiunto che pesano sulle aziende in termini negativi.
Muda significa spreco in giapponese. E non è un caso che sia il Giappone ad aver esportato le fondamenta della cosiddetta “lean production” (produzione snella), termine con il quale gli studiosi Womack e Jones hanno passato al microscopio il sistema di produzione di Toyota, la casa automobilistica giapponese che sulla produzione snella, i muda, il conseguente risparmio dei costi e l’incremento della qualità ha costruito un successo planetario.
Si parte da una necessità, trasformarsi da piccola impresa con poche risorse in azienda competitiva, grazie ad un’ottimizzazione delle risorse e al taglio degli sprechi. Il metodo s’è trasformato in pochi anni nel precursore della “lean production”.
Di come “tagliare i costi della produzione” e di “lean production all’epoca di Industria 4.0” si parlerà anche in occasione del seminario gratuito promosso da Faberlab a Tradate. L’appuntamento è per martedì 12 giugno dalle 18 alle 20 con Angelo Morlacchi (ingegnere esperto di lean production) e Davide Baldi (responsabile Faberlab).
Il seminario tecnico si inserisce in un ciclo interamente dedicato a Impresa 4.0 e si propone di offrire ai partecipanti tutti gli elementi necessari per intervenire su programmazione della produzione, gestione delle risorse, analisi e progettazione di layout, ottimizzazione dei flussi, industrializzazione e innovazione.
È necessaria l’iscrizione collegandosi al sito di Faberlab.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0