Dopo un’apertura di campagna elettorale interamente dedicata alle priorità ambientali e al patrimonio naturale della Regione, il candidato consigliere al Pirellone, già segretario varesino del Partito Democratico, Luca Paris, riflette su un secondo tema considerato centrale per il futuro della Lombardia: la sanità.
Lo fa partendo da una cifra, quel 70% di risorse messe a bilancio, e investite nel settore, che lo collocano direttamente tra le priorità assolute del territorio. “Il servizio sanitario in Lombardia si può e si deve migliorare – dice il candidato introducendo il suo programma -, a partire dalla nostra provincia e dalla valorizzazione dei piccoli e medi ospedali presenti: Cittiglio, Luino, Angera, Cuasso, Somma Lombardo, e poi ancora, Saronno e Tradate”.
Per le strutture già esistenti, Paris ritiene fondamentale un nuovo approccio mirato al potenziamento e all’innovazione, due fattori che “consentirebbero una riduzione di tempi di attesa per molte visite ed interventi, attualmente eccessivi”. I passi avanti però devono riguardare anche il personale: “Oggi infermieri e medici si trovano a dover effettuare centinaia di ore di straordinario all’anno – specifica il segretario -, complice la carenza di personale. Occorre quindi completare le assunzioni previste dagli organici dei centri ospedalieri”.
Un ulteriore capitolo nel piano del candidato per la lista “Gori Presidente“, riguarda poi il Pronto Soccorso, con particolare riferimento agli ospedali di Varese e Busto e alla problematica ancora irrisolta della cosiddetta “barellaia“, anticamera per il ricovero, “decisamente sovradimensionata”.
Tra le urgenze, anche quella che tocca il destino dell’ambulatorio MTS sito in via Rossi a Varese, centro dove effettuare gratuitamente e in forma anonima i test per l’HIV, chiuso a gennaio della scorso anno: “Chiediamo all’ATS il ripristino del servizio – annuncia Paris -, che oggi, in caso di necessità, obbliga le persone a spostarsi fino a Como”.
Un ultimo cenno infine sfiora la tanto discussa proposta di investire nella costruzione di nuovi ospedali, come quello che sorgerebbe tra Gallarate e Busto Arsizio: “La scelta deve essere ben ponderata. Sarebbe senz’altro meglio dedicarsi al miglioramento delle strutture già esistenti nelle due città – ribadisce il segretario -, con un minor costo complessivo per tutti i cittadini, varesini e lombardi”.
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