La discussione iniziata in Parlamento nella giornata di ieri ha prodotto i suoi effetti, e il Ticino ha ora la nuova legge che potenzia sotto diversi aspetti il controllo e la sicurezza nell’esercizio della prostituzione. A rivelarlo è oggi il quotidiano “La Prealpina”. Il Gran Consiglio, sulla base di 63 voti favorevoli, 5 contrari e 14 astenuti, sceglie così per l’entrata in vigore della proposta redatta da Giorgio Galusero (Partito liberale radicale) e Amanda Rückert (Lega), dopo una fase di elaborazione e confronto sul tema durata 5 anni.
Due sono gli obiettivi dietro la delicata revisione della precedente norma datata 2001: migliorare la tutela della salute e l’impatto sulla quiete pubblica, conferire alle istituzioni un controllo più libero e diretto sui locali a luci rosse, introducendo ad esempio la possibilità, da parte della Polizia, di intervenire tempestivamente senza richiedere un mandato. Quest’ultimo punto nello specifico nasce a fronte di importanti indagini e operazioni, che hanno evidenziato una presenza ancora forte da parte delle organizzazioni criminali nello sfruttamento e nella tratta di esseri umani sul territorio.
Tutelare le vittime e favorire la denuncia degli abusi sono ulteriori fattori alla base della riforma, i quali condurranno all’investimento in un servizio cantonale dedicato alle segnalazioni, integrato da aiuti finanziari per sostenere le spese processuali, alloggi e permessi di soggiorno temporanei per le donne straniere che si rivolgono alla giustizia.
Tra le migliorie, infine, anche un aspetto strettamente legato al fisco: i gerenti dei locali in cui si svolge la professione, incasseranno le imposte delle prostitute, versate con un contributo forfettario di 25 franchi giornalieri.
(Foto © rsi.ch)
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