Ticino | 16 Ottobre 2018

Frontalieri, dal Ticino no al blocco dei versamenti dei ristorni ai comuni italiani

Il Parlamento ticinese ha respinto il rapporto sulla mozione gel gruppo UDC (primo firmatario Galeazzi) era finalizzata a bloccare i versamenti

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Tutto rimane immutato lungo il versante dell’accordo fiscale tra Italia e Svizzera relativo alla tassazione dei lavoratori frontalieri. Se da una parte i due paesi si sono confrontati a inizio mese, ma dall’incontro romano tra il consigliere federale Ueli Maurer e il ministro delle finanze Giovanni Tria non sono emerse novità, dall’altra anche il Gran Consiglio ticinese pone un freno alle iniziative che mirano ad una svolta prima che le parti abbiamo definitivamente trovato la soluzione.

Il riferimento è alla mozione depositata dal gruppo UDC (primo firmatario Tiziano Galeazzi): il rapporto della Commissione della gestione che voleva bloccare la mozione è stato clamorosamente bocciato dal  Consiglio con 42 voti a 27, una decisione che lascia in stallo la situazione riguardante la mozione stessa. La proposta, in sostanza, chiedeva al Parlamento cantonale il blocco dei versamenti ai comuni italiani, fondamentali come è noto per la realizzazione di opere di pubblico interesse, e un’ulteriore richiesta di risarcimento al governo svizzero per le minori entrate, causate della non entrata in vigore del nuovo accordo tra Italia e Svizzera sottoscritto nel 2015, ma mai entrata in vigore, in quanto le aliquote cambiano (da 62,1% a 70%). Da qui la minus valenza della somma totale non incassata dal Ticino nei confronti della Svizzera (circa 15 milioni di franchi all’anno).

Le debolezze di entrambi i punti sono state messe in luce nel corso del dibattito. In primo luogo il blocco della compensazione finanziaria è ritenuto allo stato attuale “superato dagli eventi“, in quanto il calcolo risale allo scorso giugno (83 milioni di franchi). Per quanto concerne invece la richiesta di risarcimento, è emersa una impraticabilità di carattere giuridico: “Un Esecutivo non può costituirsi parte lesa per il semplice fatto che un accordo internazionale non è stato ancora ratificato“.

Questo dunque il responso del Gran Consiglio che non produce passi avanti nell’ambito della trattativa infinita, su cui anche la politica dell’Alto Varesotto si esprime da tempo per tutelare i diritti delle migliaia di frontalieri che risiedono al confine. In ogni caso, la mozione è stata ripresentata oggi, con alcune modifiche di forma, ed è stata votata anche dalla Lega dei Ticinesi e dai Verdi del Ticino in attesa di un nuovo messaggio dell’Esecutivo e l’iter nella Commissioni di gestione ticinese.

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