Sembra lontano anni luce il 26 settembre 2015, quando la struttura RSA “Vanda Albertini” di Agra veniva inaugurata in pompa magna e tornava ad accogliere gli ospiti all’interno della propria struttura, grazie alla “S. Ambrogio Srl” che aveva rilevato il complesso, inserendosi nel contesto del paese dell’Alto Varesotto per servire l’intera comunità.
Cosa che ha fatto sempre in questi due anni di attività, ma venerdì pomeriggio è arrivata la doccia fredda, quando l’amministratore Gianni Caprara e il direttore Fausto Turci hanno tenuto un’assemblea con i dipendenti, spiegando la situazione e la definitiva chiusura del prossimo 30 ottobre, a causa della mancata contrattualizzazione di utenti e personale da parte della direzione regionale del Welfare di Regione Lombardia. Così, siamo andati a sentire alcuni dipendenti OSS che ci hanno raccontato come stanno vivendo questi momenti dopo l’annuncio.
“Stiamo vivendo male questa situazione – spiega C. -, Il dottor Turci in assemblea ci ha raccontato quello che stava accadendo. Noi siamo rimasti attoniti. Non ci aspettavamo nulla del genere. Siamo aperti da due anni, ci hanno sempre detto che avevano grandi prospettive, d’altronde il posto è ottimo. Abbiamo fatto qualcosa di nuovo, di diverso, composto da personale giovane. Qui si parla solo di questioni legate alla politica, non importa se locale o regionale, non ci interessa. I problemi non riguardano l’ottimo servizio che abbiamo sempre offerto agli ospiti. Ed è proprio a loro che va il mio pensiero. Dispiace sia per noi, che perdiamo il lavoro, è normale, ma molto di più per loro. Persone di 80 o 90 anni, dove andranno? Cosa faranno? Abbiamo sempre fatto di tutto per il loro benessere, in un clima di assoluta familiarità, fermandoci anche dopo le ore di lavoro con gli educatori. E adesso? Chi si prende la responsabilità di trasferire persone anziane a cui si fa fatica a far cambiare dieta o i vestiti? Non ci intendiamo di politica, non è nostro compito, ma eticamente non è giusto. Non si può chiudere la casa di riposo. Abbiamo abbracciato la filosofia caldeggiata dal direttore, siamo con lui. Qualora venisse chiusa noi lotteremo insieme a lui, non solo per il lavoro. Ma tutto sommato sono ottimista, noi lavoriamo con la salute e con le emozioni di questi anziani: alziamo le tapparelle delle loro camere, li svegliamo, li pettiamo, li laviamo, gli diamo da mangiare e parliamo con loro. Non credo che si possano permettere una perdita così grave, i parenti degli ospiti sono molto preoccupati. Già ieri mattina la situazione non era semplice”.
Dello stesso avviso anche un altro OSS, M., che ci racconta come sta vivendo la notizia della chiusura: “Io credo che i politici, sia quelli locali che quelli regionali, si siano fermati a vent’anni fa, non capendo cosa facciamo ad Agra. In un paese tra i monti ospitiamo infatti ben 60 pazienti. Questo vuole solo dire che il nostro operato è eccellente. Venerdì sentire l’annuncio della chiusura del 30 ottobre è stato un grande dispiacere. Non penso che siamo noi la parte lesa. Tanti di noi sono giovani, qualche altro posto di lavoro lo troveremo anche se in un periodo come questo non sarà facile. Il mio pensiero, però, va agli ospiti. Sono loro la vera parte danneggiata. Persone che per tutta la vita hanno pagato tasse e ora vengono trattate così, in questo modo, per questioni prettamente burocratiche. Credo sia assurdo. Gli anziani non sappiamo dove andranno a finire, nonostante in questi due anni siano stati al centro di tutto. Spero che, come accade spesso, il referendum vicino e le elezioni regionali del 2018, possano aiutare in qualche modo la struttura dove lavoriamo. Non credo che la politica si possa permettere di non dar peso a questo caso. L’opinione pubblica ne terrà conto”.
Dal canto suo, invece, il direttore Fausto Turci, responsabile della struttura, conclude dicendo: “Cercheremo di fare il possibile, di fare in tutti i modi per proseguire quello che abbiamo portato avanti in questi due anni. Mantenere questa squadra è la priorità che ho in testa, perchè finora è andato tutto bene. Il mio compito in questo momento è quello di provare a trovare una soluzione, per portare avanti il servizio che garantiamo a tutta la comunità, non solo quella di Agra”.
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